12/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La donna promette ora di dare battaglia rivolgendosi direttamente alla magistratura

"Un fatto di igiene" così in un centro sportivo di Emerainville, nel comune di Meaux, alle porte di Parigi, è stata liquidata Carole, 35 anni, da 17 convertita all'Islam, che quel tuffo in piscina lo voleva fare vestita del suo 'burkini'.
Per la donna parigina, il burkini, incrocio fra burka e bikini, che di quest'ultimo ha poco se non il materiale, dato che lascia scoperti solo viso, mani e piedi, sembrava il giusto compromesso fra dettati dell'Islam e voglia d'estate. E, nei giorni precedenti, doveva essere sembrato così anche ai gestori dell'impianto. Fino a ieri, quando il bagnino prima, e un responsabile della struttura poi, hanno detto no all'ingresso di Carole in acqua.
"E' una questione che non ha niente a che vedere con l'Islam" spiega il sindaco di Meaux, Alain Kelyor "è il regolamento interno della piscina che vieta di fare il bagno vestiti per principi di igiene, come vieta di bagnarsi in mutande".
Carole sembra però non aver incassato bene il rifiuto ed è pronta a dar battaglia: dopo aver tentato di sporgere denuncia per "problema politico" e "segregazione", al vicino commissariato di Noisiel, che però non ha accettato di ricevere la denuncia, si è detta pronta a rivolgersi alla magistratura. "Mi batterò" ha spiegato la donna: "per tentare di far cambiare le cose. E se la situazione non cambia non escludo di lasciare la Francia".

Luogo: Francia