21/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Dall’inizio del 2004 nella zona di Tamaulipas sono stati uccisi tre giornalisti.
Il funerale della vittimaI giornalisti uccisi - Dall’inizio del 2004 nella zona di Tamaulipas sono stati uccisi tre giornalisti. Tutti avevano contribuito con il loro lavoro a far conoscere la situazione critica della zona in prossimità con il confine Usa. L’ultimo la scorsa settimana. Le associazioni dei giornalisti messicani chiedono alle autorità messicane di indagare
 
La storia - Un giornalista messicano, Francisco Arratia Saldierna, è stato barbaramente assassinato nello stato di Tamaulipas la settimana scorsa.
Il suo corpo è stato ritrovato abbandonato lungo una strada di Nuevo Laredo, una piccola località al confine con gli Stati Uniti. “Presentava fratture alle mani e segni di violenza in diverse parti del corpo. In particolare una lesione alla testa e diverse ferite sulle spalle ” fanno sapere le autorità locali.
Autore di diversi editoriali politici, Saldierna, cinquantacinque anni, collaborava con diversi quotidiani della zona nello stato di Tamaulipas fra i quali, el Cinco, el Imparcial, el Regional e Mercurio. Per i suoi loschi traffici, che vanno dal riciclaggio di denaro al traffico di bambini, passando per il contrabbando di stupefacenti, l’area in prossimità della frontiera fra Usa e Messico è pericolosissima e tristemente famosa.
Soprattutto per i professionisti dell’informazione che si occupano di questi casi. E infatti Francisco Arratia Saldierna è il terzo giornalista ucciso in questa regione dall’inizio dell’anno. Prima di lui ad essere assassinati furono il responsabile del famosissimo settimanale Zeta, Francisco Ortiz (ucciso a colpi di pistola a Tijuana) il giornalista soccorso all'ospedale e, nel mese di marzo, Roberto Mora Garzia.
Il noto giornalista era anche insegnante e con il fratello gestiva un’officina meccanica. Saldierna era conosciuto per i suoi articoli sul traffico di bambini, sulla corruzione locale e sul crimine organizzato.
 
 
 
Reporter sans Frontiere - Del caso si è anche occupata Reporters sans frontières. “Chiediamo all’autorità messicana che sia accertata al più presto la responsabilità di questo omicidio e il suo movente ” fa sapere Domenico Affinito, vice presidente della sezione italiana dell’associazione.
“Sarebbe opportuno anche determinare quanto la sua attività di commentatore politico abbia influito sull’ omicidio” commenta Affinito e continua: “Aveva scritto molteplici articoli sulla difficile situazione della frontiera”. “Sono zone molto critiche queste. Nella grande maggioranza dei casi è difficile arrivare alla verità dei fatti. In molte zone del Messico, ad esempio, quando cala la sera la polizia non ha più il controllo della situazione, e di conseguenza le bande di delinquenti fanno quello che vogliono ”.
 
"Questo freddo e calcolato assassinio di un collega coraggioso mette ancora di più in evidenza i pericoli affrontati dai giornalisti che si occupano di condurre indagini sul mondo criminale - sostiene Aidan White, segretario generale dell'IFJ -, dobbiamo fare di più per trovare i responsabili e assicurarli alla giustizia". A tal proposito, alcuni giornalisti messicani hanno scritto una lettera a Tomas Yarrington, governatore costituzionale della Regione di Tamaulipas, nella quale chiedono allarmati chi sarà il prossimo giornalista ad essere ucciso.
 
I commenti - Cartina del messico“Esigiamo che i crimini contro i giornalisti non restino impuniti ” chiedono nella lettera, “che vi siano serie indagini intorno all’omicidio del collega Saldierna e che i responsabili siano consegnati alla giustizia quanto prima”. Le associazioni di giornalisti messicane fanno sapere che assassinare cronisti è il modo più brutale che esista per mettere a tacere la libertà di espressione. La Commissione Interamericana dei Diritti Umani sulla Libertà di Espressione ha citato il nono articolo della dichiarazione dei principi sulla libertà di espressione: “Gli omicidi e le minacce rivolte ai giornalisti violano i diritti fondamentali della persona”.
La commissione ha ricordato al capo dello Stato e al capo del Governo che durante la terza assemblea dei paesi dell’America Latina, era stato stabilito che: “Lo Stato deve assicurare che i giornalisti abbiano la possibilità di indagare e pubblicare il risultato del loro lavoro senza paura di rappresaglie”.
 

Alessandro Grandi

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