11/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il leader politico denuncia intromissioni esterne negli affari politici del Paese

"I paesi occidentali stanno compiendo sforzi sinistri per cercare di dividerci". Sono accuse specifiche e taglienti quelle fatte dal presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, nei confronti dell'occidente. In un discorso pubblico, l'ottantacinquenne leader politico ha mosso dure critiche nei confronti delle politiche estere dei paesi definiti "ex colonizzatori imperialisti e razzisti". Dopo la formazione del governo di unità presiuto dal primo ministro, Morgan Tsvangirai, lo Zimbabwe sembra aver superato una stagione di violenti tumulti politici iniziata dopo i sondaggi elettorali del marzo 2008. Proprio questa ritrovata calma starebbe, secondo Mugabe, alla base di un comportamento ostruzionista da parte degli stati occidentali. "La pace e la stabilita di cui sta godendo il Paese - ha argomentato il presidente - ha fatto arrabbiare i nostri detrattori che stanno cercando disperatamente e senza una buona ragione di trovare errori nel nostro operato". Il discorso di Mugabe, anticipato da altri attacchi di ieri alle potenze occidentali, giunge a distanza di poco tempo dalla visita del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, in Sud Africa. Il politico democratico aveva auspicato la messa in moto di grandi riforme per mezzo delle quali i due stati avrebbero potuto velocizzare lo sviluppo del patto di condivisione di potere dello Zimbabwe.

Parole chiave: Zimbabwe
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Zimbabwe