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Si chiama S-500 il sistema missilistico concepito dagli ingegnieri russi per difendere il territorio della federazione da ogni genere di attacco a distanza. L'impianto, su cui stanno già lavorando da tempo i tecnici del governo, sarà in grado di distruggere qualsiasi missile balistico o apparecchio supersonico in un raggio di 3.500 chilometri e con bassissime percentuali di errore. Ad annunciare quello che sarà uno dei baluardi della difesa per il governo di Mosca è stato il comandante dell'aeronautica militare, Aleksandr Zelin, nel corso di un incontro odierno con i media. "Le aviazioni di Stati stranieri, ed in particolare degli Stati Uniti, - ha sostenuto il generale - svilupperanno la capacità di condurre attacchi sincronizzati, di alta precisione e su scala globale praticamente su qualsiasi obiettivo dell Federazione Russa". Il termine previsto per questo salto qualitativo, secondo Zelin, è l'anno 2030 e la minaccia esterna sarebbe "non virtuale, ma reale". Zelin ha inoltre anticipato un altro progetto in cantiere sul quale però - ha precisato - "non ci sono ordini concreti ma solo ricerche teoriche". Si tratterebbe di un piano di alta ingegneria militare: un drone d'assalto capace di raggiungere una velocità di crociera di Mach-6 ovvero sei volte la velocità del suono. Più tardi l'ufficio stampa del ministero della Difesa ha precisato che Zelin stava facendo riferimento alla ricerca dei motori a detonazione per impulsi (UAV) come possibile soluzione per i futuri aerei russi senza equipaggio. Tuttavia la Russia sarebbe ancora in ritardo nell'implementazione della tecnologia UAV e recentemente avrebbe acquistato dei droni da Israele per testare le loro capacità tattiche. Infine è stato annunciato il primo volo della quinta generazione di aerei da combattimento a reazione che saranno testati entro la fine dell'anno.