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Settima e ultima tappa per il tour africano per il Segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton, che arrivata ieri nella Repubblica Democratica del Congo e dopo un incontro con gli studenti della nazione africana, incontrerà oggi il presidente congolese Joseph Kabila. 
Il paese, ricchissimo di minerali, lo scorso anno ha visto il ritorno di un'ondata di violenza, che ha aumentato i timori per il ritorno di una guerra civile: da gennaio gli attentati nel paese africano sono tornati ad aumentare e si calcola che, solo quest'anno, 600 civili siano stati uccisi, 800 mila sfollati dalle proprie case e migliaia di donne e ragazze violentata da forze governative e ribelli. L' apice della violenza in Congo è stata raggiunta nel 1998, quando un'insurrezione, guidata dai ribelli legati a Ruanda e Uganda, lasciò sul terreno più di quattro milioni di morti.
Durante l'incontro con gli studenti, nella capitale congolese Kinshasa, Hillary Clinton ha esortato gli studenti a fare pressione sulle autorità: "Voi siete quelli che devono parlare" - ha detto la Clinton - "Gridate per porre fine alla corruzione, alla violenza, a questo conflitto che, per troppo tempo, ha eroso le opportunità in questo Paese".
Secondo la comunità internazionale la stabilità nella Repubblica Democratica del Congo, potrebbe rappresentare un punto di partenza e avere un impatto positivo su una vasta fascia dell'Africa. Il Paese confina infatti con altre otto nazioni e i suoi conflitti spesso ne hanno valicato i confini.