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Sei razzi lanciati in rapida sequenza hanno raggiunto nella tarda serata di ieri l'aeroporto di Herat, quartier generale del contingente spagnolo della missione
Isaf in Afghanistan. A dare la notizia è stato governo di Madrid che ha inoltre rivelato che l'attacco non avrebbe causato vittime. "L'azione si è svolta fra le 22.50 e le 23.10 locali (le 20.20 e le 20.40 italiane) quando sei razzi sono stati lanciati contro la base da una posizione situata a nord della base. - si legge in un comunicato stampa diramato dal ministero della Difesa - Gli ordigni non hanno colpito i militari spagnoli, ne' le attrezzature".
Herat, a ovest dell'Afghanistan, rappresenta una città chiave anche per le truppe dell'esercito italiano che nella zona operano a capo del Commando regionale occidentale.
Intanto poche ore fa si è registrato l'ennesimo episodio della drammatica escalation di violenza pre-elettorale. Un gruppo di talebani ha attaccato il quartier generale del governo e della polizia a Pul-i-Alam, a cinquanta chilometri a sud dalla capitale Kabul. Lo ha riferito ai media Din Mohammad Darwish, un portavoce del governo. Secondo le prime ricostruzioni i ribelli avrebbero attaccato con una batteria di razzi i due edifici multipiano da una zona attigua, mentre le forze di sicurezza erano bloccate da un conflitto a fuoco con una parte dei miliziani. Darwish ha inoltre dichiarato di non avere ancora informazioni sull'eventuale numero di vittime. A dieci giorni dalla tornata elettorale che decreterà il nome del nuovo presidente e la composizione dei nuovi consigli provinciali, continua imperterrita l'azione terrorista dei talebani che continuano a turbare il clima politico anche per mezzo di minacciosi appelli rivolti al popolo al fine di boicottare il voto.
In un'intervista rilasciata al Wall Street Journal, il generale Stanley McChrystal, comandante in capo dell'esercito USA in Afghanistan, ha dichiarato che i talebani stanno prendendo il sopravvento nel paese e si è detto preoccupato per un aumento dei decessi dei soldati statunitensi nelle zone di guerra. Le previsioni per il futuro non sarebbero delle migliori secondo il generale che imputa la forza dei ribelli, che starebbero per riconquistare la loro ex roccaforte Kandahar, ad un uso più massiccio di bombe disseminate sulle strade del paese. A McChrystal, che ha evidenziato la necessità di un rinforzo del contingente, il presidente Barack Obama invierà altri 21.000 soldati, il che porterà il numero dei militari statunitensi impegnati nella regione alla cifra record di 68.000 unità.
Infine ci sono le dichiarazioni del ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa che in un'intervista al Corriere della Sera ha sollevato una "questione temporale" sulle requisizioni ai fini di indagine dei Lince, i mezzi blindati in dotazione all'esercito italiano. Il ministro ha rivolto un appello ai giudici "affinchè il tempo di sequestro sia ridotto al minimo. Per la specificità della missione - ha sostenuto il politico - anche i blindati rotti ci servono per i pezzi di ricambio".
La Russa ha sostenuto che il problema nasce dal fatto che l'Italia si sta attualmente attenendo ad un codice militare di pace che comporta in caso di morti e feriti che la magistratura possa mettere i sigilli sui mezzi anche per lunghi periodi di tempo. "Non me la sentivo di appoggiare un ritorno al codice militare di guerra" ha sostenuto il titolare alla difesa, che ha poi avanzato una soluzione che dovrebbe prevedere la stesura nuovo "codice specifico per le missioni internazionali. Né di pace né di guerra". Se passasse all'attenzione del legislatore, la proposta del ministro potrebbe dare origine a problemi di natura costituzionale.
L'Italia per rispettare la dichiarazione di ripudio alla guerra contenuta nell'articolo 11 della costituzione, sostiene in Afghanistan una missione definita pacifica che, pertanto, viene regolata dall'attuale codice militare di pace. Per cambiare le regole di riferimento si dovrebbe implicitamente ammettere che la missione non sia affatto pacifica: servirebbe una legge costituzionale ad hoc per appoggiare il nuovo documento proposto da La Russa, che secondo il ministro dovrà comunque essere più simile ad un codice di guerra che non a uno di pace.
Parole chiave: Afghanistan, Logar, Lowgar, Stanley McChrystal, Herat, talebani