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La guerriglia ha colpito quasi simultaneamente a Baghdad e nei pressi di Mosul, situata 390 chilometri piu' a nord, in una delle aree maggiormente instabili e pericolose del Paese. Il bilancio complessivo e' di almeno 41 morti accertati e 156 feriti e, secondo fonti della polizia locale, il computo peggiore si e' registrato a Khaznah, villaggio una ventina di chilometri a est della stessa Mosul, capoluogo della turbolenta provincia di Niniveh: in rapida successione sono saltati in aria due autocarri imbottiti di esplosivo, che hanno fatto strage di 25 persone e provocato lesioni ad altre 75. Rase al suolo 35 abitazioni. A Khaznah, abitata in prevalenza da sciiti, vive anche una forte comunita' shabak. Si tratta di una minoranza religiosa di origini curde, che professa un culto sincretistico solo in parte osservante dei precetti dell'Islam: gli shabak sono piu' volte finiti nel mirino dei guerriglieri ultra-islamici. Nella capitale irachena due auto-bomba hanno invece preso di mira un gruppo di lavoratori edili a giornata, che si stavano radunando per rispondere alle chiamate: la prima esplosione e' avvenuta nel sobborgo sud-occidentale di Hay al-Amel, la successiva nel quartiere di Shurta Arbaa. Sedici in tutto i morti e 81 i feriti. La settimana scorsa, sempre a Mosul, un kamikaze aveva fatto strage di 38 fedeli, avventandosi su di loro con una vettura-bomba mentre uscivano da una moschea sciita alla periferia cittadina.
Luca Galassi