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Continua la lotta al colpo di stato in Honduras. Nonostante gli assassinii, le torture e la repressione militare sempre più forte, i movimenti sociali honduregni non si fermano e continuano ad organizzare manifestazioni moltitudinarie in tutto il paese.
Mercoledì sono state convocate manifestazioni che da tutto il paese hanno raggiunto le due grandi città di Tegucigalpa e San Pedro Sula. E il medesimo giorno, il sindacato del settore della salute ha dichiarato lo sciopero generale. Il Frente Popular continua la lotta alle frontiere e nascono spontaneamente nuove cellule in tutto il paese, nonostante sia difficile rientrare nelle città per la presenza di gruppi militari e paramilitari sulle montagne e per i posti di blocco sulle principali strade.
Dopo averci provato molte volte con la forza dall'inizio del golpe ed aver trovato sempre una grande resistenza popolare che ha dato vita ad un presidio permanente, ora i tentativi di chiudere ed azzittire Radio Globo passano sul piano legale. Il capo delle Forze Armate, nonchè uomo che ha dato via al Golpe, il generale Romeo Vásquez, ha richiesto ufficialmente la chiusura definitiva della radio, unica voce indipendente del paese che da oltre un mese segue il Frente Popular e che si è apertamente schierata contro il colpo di stato.
Radio Globo era già stata chiusa il giorno del golpe, il 28 giugno scorso, e mercoledì ha rivelato il progetto delle Forze Armate, rendendo pubblico uno scritto di José Santos López Oviedo, presentato alla Comisión Nacional de Telecomunicaciones (CONATEL), in cui ne chiede la chiusura a nome dell'Auditoría General Militar de las Fuerzas Armadas.
L'accusa è quella di "incitamento alla sedizione", e la prova sarebbe un'intervista al presidente della Comisión de los Derechos Humanos de Honduras (CODEH), Andrés Pavón, in cui, rifacendosi ad uno degli articoli della costituzione del paese che stabilisce il diritto del popolo alla non obbedienza a chi prende il potere con le armi, chiamava il popolo all'insurrezione contro il colpo di stato.
Nelle ultime ore sono arrivate centinaia di telefonate di solidarietà a Radio Globo, mentre continuano ad arrivare notizie sempre più preoccupanti: il canale televisivo Canal 8, di proprietà dello stato, è stato ceduto con un atto illegale ad un imprenditore privato, e tutti gli appelli, compreso quello di più di 3.000 radio aderenti all'Associazione Mondiale di Radio Comunitarie (AMARC) e di Frank de la Ruash, osservatore dell'ONU per la libertà di espressione, sono stati ignorati.
Fonte: RSK Crew