07/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Inizia una terza fase nella lotta del popolo honduregno contro il golpe militare. Il presidente Zelaya sta cercando di rientare in patria, accompagnato dai movimenti sociali, nonostante la repressione che si faccia sempre più feroce

Inizia una terza fase nella lotta del popolo honduregno contro il golpe militare. Dopo i tentativi di mediazione, ora il presidente Zelaya sta cercando di rientare in patria, accompagnato dai movimenti sociali, nonostante la repressione che si faccia sempre più feroce.

Cronaca della repressione. Mercoledì la polizia è tornata a reprimere con violenza i manifestanti all'Università Nazionale Autonoma d'Honduras. Dopo aver negato martedì l'entrata al candidato presidenziale per il Partito Liberale, Elvin Santos, mercoledì sarebbe stato il turno del candidato per il Partito Nazionale, Pepe Lobos, ma i giovani sono scesi nelle strade di fronte all'università per ostacolarne l'entrata. E quando alcuni studenti, la rettrice dell'università e il direttore di una delle facoltà sono usciti per negoziare la possibilità di rientrare nell'edificio, gli squadroni speciali della polizia, chiamati Cobra, hanno iniziato ad attaccare. La polizia ha aggredito gli studenti e usato gas lacrimogeni contro la rettice ed il preside di facoltà. Uscendo dalla nuvola di gas, in lacrime ed indignata la rettrice ha denunciato l'assoluta violazione dell'autonomia dell'università, in cui la polizia nazionale non ha giurisdizione per effettuare operazioni di questo tipo.

Alcuni minuti dopo gli agenti sono stati respinti per diversi isolati da una pioggia di pietre. In un secondo momento la polizia, usando un mezzo con idrante che spruzzava acqua ad alta pressione mista ad un appiccicoso prodotto chimico, ha attaccato nuovamente. Studenti di diritto, medicina, ingegneria e altre facoltà si sono uniti ai 4000 che stavano difendendo l'autonomia dell'università durante diverse ore di scontri con la polizia. Nonostante la grande quantità di lacrimogeni, pallottole di gomma e legno che la polizia ha usato contro gli studenti, la polizia non è riuscita a entrare oltre al patio dell'università, per poi ritiratarsi ed allontanarsi.

La repressione di oggi arriva dopo le dure dichiarazioni dei capi militari di ieri mattina nel programma televisivo Frente a Frente, in cui hanno assicurato che non c'è stato alcun colpo di stato in Honduras, e che se ci fosse stato allora i leader che sono nelle strade sarebbero in carcere. Sempre di ieri è l'annuncio della chiusura di Radio Globo e la minaccia del governo di incarcerare chi scrive sui muri o distrugge proprietà durante le manifestazioni. Gli studenti alla fine degli scontri, con le ultime energie rimaste, hanno attaccato alcuni negozi delle catene Burger King, Espreso Americano e Dunkin Dounuts.

Fonte: RSK Crew

Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Honduras