06/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Osa è pronta all'invio in Honduras di una delegazione per aprire una nuova mediazione per il rientro di Zelaya.

Ancora scontri a Tegucigalpa: la polizia ha lanciato gas lacrimogeno e getti d'acqua per disperdere gli oltre 400 studenti, che si erano riuniti mercoledì, vicino alla sede dell'Università Autonoma dell'Honduras, per manifestare in appoggio al presidente Zelaya.  Alla fine quattro persone sono state arrestate.
Gli scontri si sono fatti sempre più frequenti nella capitale honduregna, da quando il governo provvisorio ha fatto sapere che non avrebbe più tollerato i blocchi stradali, che si sono ripetuti quasi giornalmente dal colpo di stato del 28 giugno.
Altri manifestanti sono attesi nei prossimi giorni, quando numerosi sostenitori di Zelaya convergeranno nella capitale, da diverse regioni dell'Honduras, per la manifestazione prevista per il 10 agosto.
Ad aumentare la pressione nel paese, lo sciopero indetto da 15 mila infermiere e altri lavoratori di 28 ospedali, che si aggiungono agli insegnanti della scuola pubblica, che hanno fermato il lavoro da settimane.
L'Osa (Organization of American State) si è accordata mercoledì per inviare in Honduras una delegazione, composta da 5 ministri degli esteri: si spera così di convincere il presidente temporaneo, Roberto Micheletti, a negoziare con i mediatori per il rientro di Zelaya. L'Osa vuole che Micheletti accetti il piano del Costa Rica, grazie al quale Zelaya dovrebbe riuscire a rientrare in Honduras in tempo per partecipare alle prossime elezioni.

Fino a oggi i negoziati intrapresi da Zelaya, attraverso il presidente del Costa Rica, Oscar Arias, sono sempre falliti proprio per il rifiuto di Micheletti di prendere in considerazione il rientro del presidente deposto.

 

Luogo: Honduras