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Scontri tra polizia e manifestanti ad Haiti, dove la popolazione, davanti al parlamento, ha protestato per chiedere l'aumento del minimo salariale.
Circa 2000 manifestanti hanno manifestato, tirando pietre contro gli agenti di polizia, che hanno risposto con il lancio di gas lacrimogeno, cercando di disperdere la folla. Una persona sarebbe rimasta ferita negli scontri, mentre non ci sarebbero stati arresti.
Secondo i dimostranti il minimo salariale, che oggi per legge è di due dollari al giorno, è insufficiente per provvedere adeguatamente al proprio sostentamento e a quello delle famiglie.
"Con questi soldi non possiamo fare niente" ha spiegato Banel Jeune, un operaio di una fabbrica di abiti, che ha preso parte alla protesta. "Non posso provvedere ai miei figli, nè posso permettermi di mandarli a scuola".
A maggio il parlamento aveva approvato una proposta che prevedeva di triplicare il minimo sindacale, ma il presidente haitiano, Rene Preval, si è rifiutato di trasformarla in legge.
"Gli operai delle fabbriche che producono vestiti dovrebbero ricevere un aumento che porti il minimo salariale a 3 dollari, non di più" è stata la motivazione di Preval alla mancata trasformazione in legge della proposta parlamentale.
Per gli oppositori all'aumento del minimo sindacale, una legge di questo tipo, renderebbe ancora più difficoltoso per gli haitiani, avere un lavoro regolare.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, datato gennaio, Haiti potrebbe approfittare dell'esenzione di tasse doganali con gli Stati Uniti per il settore tessile, riuscendo così a creare , nell'arco di alcuni anni, migliai di posti di lavoro.
Oggi solo 250 mila haitiani, su una popolazione di 9 milioni, hanno un lavoro regolare, il resto della popolazione in età lavorativa vive del lavoro dei campi o come venditore ambulante.
Luogo: Haiti