12/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Kashmir, verso la pace fra mille ostacoli.
scritto per noi da
Andrea Carbonari
frontiera
In questi giorni centinaia di persone stanno facendo la fila davanti agli uffici pubblici nelle due parti del Kashmir.
Sia gli abitanti della zona sotto il controllo dell'India (compresa nello stato dello Jammu e Kashmir) sia coloro che risiedono nella porzione in mano al Pakistan (chiamata Azad Kashmir) sperano di ottenere uno dei permessi speciali che consentirà loro di prendere un autobus e di andare a trovare i parenti che non vedono da decenni, qualcuno addirittura dal 1947. I governi di Nuova Dehli e Islamabad hanno raggiunto infatti il 14 febbraio un accordo per l'avvio di una linea d'autobus che collegherà Srinagar (capitale estiva dello Jammu e Kashmir e principale centro della regione) con Muzaffarabad, capoluogo dell'Azad Kashmir. Tale linea, che dovrebbe partire ufficialmente il 7 aprile prossimo, consentirà il ricongiungimento di nuclei familiari separati dalla Linea di Controllo, il confine provvisorio che dal 1947 divide questo territorio che India e Pakistan rivendicano nella sua interezza. 
La linea di trasporto è una delle Confidence Building Measure ("Misure per la Creazione della Fiducia", CBM,) messe in atto dai rispettivi governi per cercare di arrivare all'instaurazione di un clima di pace fra due paesi che dal 1947, anno della loro nascita dalle spoglie del dominio britannico, hanno combattuto tre guerre. Intanto anche iniziative come la turné che in questi giorni la nazionale pakistana di cricket sta compiendo in India permettono di creare relazioni amichevoli fra i due vicini. Il processo di pace avviato nel 2004 sembra dunque proseguire, pur fra mille ostacoli.
 
montagne kashmireContestazioni. Non tutti gli abitanti dello Jammu e Kashmir sono favorevoli a quest'iniziativa. Sia sul piano politico sia su quello della sicurezza sono molti coloro che criticano la nuova via attraverso i due Kashmir e la giudicano come una mossa di facciata di Nuova Dehli. Alcuni dei movimenti membri della Conferenza di Tutti i Partiti Hurryiat, che riunisce coloro che lottano sul piano legale per l'indipendenza del Kashmir o per la sua unione al Pakistan, hanno espresso la loro sfiducia per un'iniziativa che non risolve la questione del Kashmir. I gruppi terroristici attivi nello stato indiano, fra i quali si è distinto negli ultimi mesi il Lashkar-e-Taiba, hanno già annunciato che tenteranno di sabotare la linea di trasporto. Tali soggetti conducono una campagna di lotta contro le istituzioni che secondo alcune stime dal 1989 a oggi ha causato 66mila morti. Negli ultimi mesi i guerriglieri hanno cercato anche di boicottare le elezioni amministrative che sono in corso da gennaio in varie località dello Jammu e Kashmir, uccidendo due candidati e alcune altre persone in diversi attentati. Intanto le consultazioni elettorali, che non si tenevano da 27 anni nello stato, continuano, anche se l’azione della Conferenza Hurryiat ha ridotto di molto l'affluenza alle urne.
  cartina
Un processo lento e graduale. La questione del Kashmir, inoltre, è la principale ma non l'unica fra quelle che vedono le due nazioni confrontarsi sul piano diplomatico e non più sul campo di battaglia. Stanno poi per essere avviati progetti che, se realizzati, aumenteranno i legami economici, facendo così diminuire le probabilità che Islamabad e Nuova Dehli, entrambe dotate dell'arma atomica, si combattano per la quarta volta. I negoziati procedono lentamente, dal momento che nessuno dei due governi vuole fornire all'altra parte, ma soprattutto alla propria opinione pubblica, l'impressione di cedere davanti all'avversario. Il Pakistan, sulla questione del Kashmir, afferma di voler difendere gli interessi delle popolazioni di religione islamica che vivono nello Jammu e Kashmir: qualsiasi decisione insomma dovrà trovare l'approvazione dei cittadini. L'India invece ha sempre gestito le trattative come un affare fra i due governi. Senza dubbio Nuova Dehli negozia da una posizione di forza dal punto di vista politico ed economico, ma ha in ogni caso l'interesse ad avviare relazioni economiche con l'ex nemico. Il vero pericolo, allo stato attuale, è costituito da un eventuale cambio improvviso al vertice del Pakistan, paese retto ancora da una dittatura militare (anche se sono notevoli i progressi in atto verso il ritorno alla democrazia). Se il presidente pachistano Musharraf dovesse essere sostituito da qualche altro militare meno disposto al negoziato con l'India, il processo di pace verrebbe sospeso a tempo indeterminato.
L'avvio della nuova linea d'autobus e il fatto che le elezioni amministrative nello Jammu e Kashmir si siano svolte finora senza incidenti di rilievo fanno pensare che la pace continuerà il suo cammino nel Kashmir.
Categoria: Guerra, Muri, Pace
Luogo: India