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Stavano programmando da tempo un attacco suicida in una delle più grandi caserme militari di Melbourne finchè non sono stati scoperti dalla polizia australiana che dopo settimane di pedinamenti li ha arrestati. Questo è quanto accaduto nelle prime ore di oggi a quattro australiani di origine somala e libanese sospettati di avere forti legami con Al-Qaeda. Si tratta di Nayaf El Sayed, venticinquenne, arrestato con l'accusa di cospirazione e pianificazione di azioni terroristiche e dei sui presunti complici Saney Aweys, Yacqub Khayre e Abdirahman Ahmed. "L'intenzione del gruppo - ha dichiarato Tony Negus commissario capo della polizia federale australiana - era quella di penetrare nell'edificio militare e uccidere il maggior numero di soldati prima di essere catturati e uccisi loro stessi".
Secondo quanto rivelato dagli inquirenti l'obiettivo prescelto dai quattro sarebbe stata la caserma di Holsworthy alla periferia di Sidney. L'unico anello mancante all'esecuzione del piano era - ha aggiunto Negus - "trovare una fatwa, sentenza religiosa, per giustificare un attacco terroristico in Australia". Inoltre i pubblici ministeri incaricati del caso hanno reso noto che i quattro avrebbero perso parte a corsi di formazione e combattimenti dei ribelli in Somalia. Alla base delle indagini ci sarebbero conversazioni telefoniche, messaggi di testo e registrazioni delle camere di sorveglianza all'esterno della base di Holsworthy nei pressi della quale è stato visto aggirarsi uno dei sospettati. Sulla questione si è espresso anche il premier australiano Kevin Rudd che ha detto: " l'accaduto deve ricordare a tutti gli australiani che la minaccia del terrorismo è viva e richiede una continua vigilanza da parte delle nostre autorità di sicurezza".