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Ad un anno dalla sua elezione, il presidente Gonzalo Sanchez de Losada
si è trovato di fronte ad una difficile decisione: scegliere se
assecondare le richieste avanzate dagli ampi strati della popolazione
boliviana o al contrario adottare le riforme consigliate dal Fondo
Monetario Internazionale. Ha scelto la terza. E’ scappato nottetempo,
con sei suoi famigliari, destinazione Miami. Gli succede il vice
presidente Carlos Mesa Gisbert, noto giornalista e storico. Il leader
del Movimento Nazionalista Rivoluzionario (Mnr) Sanchez de Losada è
stato eletto presidente della Repubblica boliviana nell'agosto del
2002. Meno di un anno dopo si è ritrovato a dover affrontare alcuni
nodi fondamentali per lo sviluppo del Paese. In primo luogo si pone la
questione legata ai "cocaleros", i coltivatori di coca. Sotto le
pressioni degli Stati Uniti, il presidente boliviano si è adoperato per
la distruzione delle piantagioni di coca per sostituirle con colture
alternative.
“La popolazione sta vivendo momenti di gioia - dice Mirko, italiano che
vive a Cochabamba - questa è una grande vittoria del PUEBLO. Speriamo
che Mesa mantenga le promesse e non sia un altro dittatore”. Le
reazioni internazionali non hanno tardato ad arrivare. Il presidente
peruviano, Alejandro Toledo, si dice soddisfatto della risoluzione
della crisi boliviana e spera di riallacciare i legami commerciali
attraverso la comune frontiera. Approfittando dei cattivi rapporti fra
Bolivia e Cile, Toledo potrebbe chiedere a Mesa di ridisegnare il
tragitto del gasdotto verso nord. Dal Venezuela, Hugo Chavez, ritenuto
dal presidente uscente come uno dei presunti finanziatori del “golpe”
insieme alla Libia di Gheddafi, ha fatto sapere di essere felice per la
risoluzione dei problemi boliviani. Dal canto suo il vice cancelliere
cileno, Carlos Portales, ha espresso la sua speranza affinchè in
Bolivia si ritorni ad un clima di dialogo. E’ nota la distanza, non
geografica, fra la Bolivia e il Cile, a partire dalla guerra del
Pacifico , che da anni hanno abbandonato i rapporti diplomatici.
Nonostante tutto, si spera che entro la fine del 2003 si possa dare il
via ad un piano economico e commerciale fra i due paesi, non proprio
amici, sottoscrivendo un trattato di libero commercio bilaterale.