15/11/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



No a Rios Montt
L'ex dittatore e genocida Efraín Ríos Montt non sarà il nuovo presidente del Guatemala.
Scampato il pericolo, andranno al ballottaggio, il prossimo 28 dicembre, i due candidati più votati: Oscar Berger eAlvaro Colom .
E' questo l'esito delle elezioni che il 9 novembre hanno chiamato alle urne 5 milioni di guatemaltechi per scegliere il presidente della repubblica, 158 deputati del Parlamento, 20 del Parlamento centroamericano (Parlacen), 331 sindaci e altrettanti consigli comunali.

A Berger, ex sindaco di Città del Guatemala, a capo di coalizione di destra moderata (il GANA, Gran Alianza Nacional) sono andati il 47,6% dei voti. A Colom, della UNE, Unidad Nacional de la Esperanza (centro), il 26,3%.
Ríos Montt, del Frente Republicano Guatemalteco (FRG), il partito al governo, ha invece raccolto solo l'11% dei consensi. E dal 14 gennaio, non più deputato né candidato, a Rios Montt scadrà l'immunità che oggi lo protegge dai giudizi per genocidio. Esce sconfitta anche la sinistra, corrosa dalle divisioni interne: Rodrigo Asturias, il candidato della Urng, la Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca, ha avuto solo l'1% dei voti. Proprio a causa dei dissidi della Urng, non ha potuto candidarsi alla presidenza Nineth Montenegro, di ANN, l'Alianza Nueva Nación, partito di sinistra, sotto il quale si sarebbero riunite associazioni indigene, sindacati, Ong per i diritti umani e la Nobel per la pace Rigoberta Menchù .

Ma se l'FRG esce sconfitto alle presidenziali, non altrettanto è accaduto in Parlamento, dove resta il partito con il maggior numero di seggi: su 158 deptati, se ne è aggiudicati 45. Al secondo posto il GANA con 43 deputati e la UNE, con 33.

Quelle di domenica, seconde elezioni dalla fine della guerra civile (1960-96), sono state caratterizzate da un' altissima, inaspettata affluenza alle urne: secondo il Tribunale supremo elettorale (il Tse) ha votato circa il 70 per cento (75% nella capitale) degli aventi diritto. Il tutto, nonostante il clima di crescente violenza, le intimidazioni e i disordini provocati dagli ex paramilitari delle disciolte Pac (Pattuglie di autodifesa civile) che hanno dato alle fiamme molte schede elettorali.

Siamo di fronte a un cambio democratico? Sì, dal punto di vista dell'affluenza alle urne. Come spiega Julian Duarte, responsabile emergenza Unicef in Guatemala, “I cittadini hanno capito che attaverso il voto possono incidere sul governo, eliminare e sostituire chi vogliono. Soprattutto, le urne hanno scongiurato il ritorno al potere di Rios Montt”.

Scampato il 'pericolo Rios Montt', poco cambia, però, a livello di governo. In un'intervista a BBC world, Iduvina Hernández, direttrice di Asociación Seguridad en Democracia ha detto che “qualunque sia il risultato delle elezioni ci troviamo di fronte al semplice trasferimento del potere da una destra all'altra. Le uniche possibilità di partecipazione della sinistra sono state annullate”.

In Parlamento, le tre forze maggiori (FRG, GANA, UNE) restano tutte di destra e centro. L'FRG, partito di Rios Montt e del presidente uscente Alfonso Portillo , detiene la maggior parte dei seggi. Non solo: i centri nevralgici di potere continuano ad essere occupati dai familiari dell'ex dittatore, che in vent'anni ha costruito una vera e propria 'dinastia'. Qualche esempio: il figlio Enrique Ríos Sosa, fino a pochi mesi fa era capo di stato maggiore, la figlia Zury Ríos, deputata del FRG, è una possibile candidata alla presidenza per le prossime elezioni (2007). Deputato anche il nipote Jorge Ríos Muñoz, mentre un altro nipote, Juan Pablo Ríos Rittscher, è dirigente del Consejo Nacional de la Juventud (Conjuve), nonché, pure lui, possibile candidato alla presidenza nei prossimi anni.

“Dietro ciascuno dei nuovi candidati alla presidenza - spiega Julian Duarte- ci sono precise forze economiche. Berger è un imprenditore e un rappresentante della destra modernista. Colom, invece, in passato ha militato a sinistra, aderendo all' Unrg. Poi si è via via avvicinato a posizioni di destra. Quanto a Rios Montt e il suo partito (l'FRG), continuano ad avere molta forza. Ma non solo: dato che in Parlamento nessuno dei tre partiti più forti ha la maggioranza assoluta, ci saranno degli accordi. Escludo un accordo tra il GANA e l'FRG, mentre sarà possibile uno tra UNE e FRG. Ovviamente, in modo discreto, informale. Un'intesa plateale, pubblica toglierebbe voti ad entrambi”.

Lo scadere dell'immunità per Rios Montt, il 14 gennaio avrà conseguenze sul suo partito? “Non credo", conclude Duarte. "Diventerà un semplice cittadino e probabilmente il segretario del suo partito. Finora, non mi risulta che i due candidati alla presidenza si siano pubblicamente compromessi per portarlo a giudizio”.

Come dire? Cambiare tutto per non cambiare nulla...

Paola Erba

 
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Guatemala
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