Gutierrez continua ad accentrare il potere. E la democrazia barcolla
scritto per noi
da Tancredi Tarantino

“Non si permetterà la restaurazione nella regione di dittature mascherate da
democrazie”. La Coalizione Internazionale per i Diritti Umani nelle Americhe,
che raggruppa 19 organizzazioni in tutto il mondo, in una lettera inviata oggi
al presidente dell’Ecuador, Lucio Gutierrez, ha espresso le sue preoccupazioni
per la crisi istituzionale che sta attraversando il Paese andino.
Attentato alla Costituzione. L’ammonimento é conseguenza del colpo di mano con cui, nel dicembre scorso,
la maggioranza parlamentare vicina al presidente, su richiesta dello stesso Gutierrez,
ha deciso di cambiare i componenti della Corte Suprema di Giustizia, massima autoritá
giudiziaria dell’Ecuador. Un’ingerenza del potere legislativo in quello giudiziario
che ha portato il peruviano Luis Miguel Sirumbal, esponente della Coalizione Internazionale,
ad accostare il presidente Gutierrez al padre padrone del Perú degli anni novanta,
il “chino” Alberto Fujimori, autore di quello che é passato alla storia come “l’autogolpe peruviano”.
Secondo quanto previsto dalla Costituzione, i nuovi giudici della Corte Suprema
possono essere eletti soltanto dagli stessi componenti della Corte. “L’intromissione
dei poteri esecutivo e legislativo nella Funzione Giudiziaria é, dunque, incostituzionale”,
conclude Sirumbal.
Scioperi e proteste. La decisione del Congresso ecuadoriano ha inaugurato una nuova ondata di proteste
nel Paese. La magistratura da ieri é in sciopero e rimarrá in agitazione fin quando
non si troverá un accordo per sostituire i nuovi e illegittimi giudici “supremi”.
La soluzione piú probabile sembra quella proposta dai partiti dell’opposizione,
Partido Social Cristiano e Pachakutik in testa, secondo i quali bisognerá ricorrere
alle urne, in modo che siano i cittadini stessi ad eleggere la nuova Corte Suprema.
E' emergenza. Di fronte a questa empasse istituzionale, la Coalizione Internazionale per i
Diritti Umani nelle Americhe ha deciso dunque di intervenire, chiedendo al Presidente
Gutierrez il ritorno allo stato di diritto e il rispetto della divisione dei poteri,
“pilastro fondamentale di ogni democrazia”.
Atto di difesa. Lucio Gutierrez, però, continua ad arroccarsi dietro la decisione presa, accusando
la vecchia Corte di Giustizia di essere politicizzata e di aver difeso gli interessi
dell’opposizione.
Nel frattempo Abdalá Bucaram, ex presidente e attuale leader di uno dei partiti
al Governo, da Panama dov’é fuggito in seguito alla sua destituzione per incapacità
nel 1997, propone all’amico Lucio Gutierrez la dichiarazione dello stato di emergenza
che comporterrebbe un ulteriore giro di vite ai danni dei diritti civili ed umani
del popolo ecuadoriano.
La preoccupazione di Amnesty. Proprio in relazione al rispetto dei diritti umani nel Paese, ieri é intervenuta
Amnesty International dicendosi preoccupata per le violenze perpetrate nell’ultimo
anno ai danni di chi si oppone al Governo. Intervistato telefonicamente, Marco
Bombon, responsabile delle campagne di Amnesty per i diritti umani in Ecuador,
ha piú volte sottolineato che “il governo ecuadoriano deve dimostrare nella pratica
il suo impegno per la tutela e il rispetto dei diritti umani, con investigazioni
indipendenti e imparziali”.
Diritti umani calpestati. Il riferimento é al recente attentato con armi da fuoco ai danni del deputato
socialista Enrique Ayala Mora. Nonostante il suo stato di salute non sia grave,
l’intervento di Amnesty riflette una preoccupazione internazionale circa l’elevato
numero di attentati eseguiti dall’inizio del 2004 ai danni di giornalisti, deputati,
leader indigeni, attivisti dei diritti umani. Atti di violenza contro i quali
si sono mosse la Commissione Internazionale dei Diritti Umani (CIDH), chiedendo
un maggior impegno del Governo, e la Commisione Ecumenica dei Diritti Umani (CEDHU)
che ha criticato questo clima di violenza che “rivela un sistema perverso basato
sull’uso del terrore e su aberranti pratiche di violazione della dignitá umana
e dei diritti delle persone”.