04/12/2003
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Il racconto di Claudio Maneri
scritto per noi da
Claudio Maneri*
Ho visto nel sud dell'Etiopia, bambine con taniche di acqua sulle
spalle fare oltre 40 chilometri a piedi per rientrare al proprio
villaggio. Bambini di sette, otto anni rattoppare le strade sotto il
sole della Birmania, tra i fumi velenosi del bitume bollente. La
povertà del Madagascar nascosto, dove non ci sono grandi alberghi e
dove costruiremo una scuola elementare e media per 300 bambini. Tante
altre scene e tanti altri volti sono rimasti scolpiti nella mia mente.
Paesi difficili in cui il diritto sacrosanto di essere bambini felici
viene spesso negato dalla povertà e dall'ignoranza.
In Nepal stiamo costruendo una scuola elementare e media per 180
bambini rifugiati tibetani e nepalesi in difficoltà economica. Si
chiama Tashi school e sta sorgendo a Kathmandu, dove fortunatamente gli
echi della guerriglia maoista giungono per il momento ancora solo
tramite i giornali locali.
Stiamo immaginando di avviare a breve una campagna per
l' istruzione a distanza dove si potra' garantire, con una modesta
cifra annuale, l'istruzione di base a un bambino o a una
classe. Siamo convinti che solo l' istruzione potrà portare a
comprendere quanto le guerre siano senza senso e che i vincitori non
esistono mai.
Il sogno di fare qualcosa, o per lo meno di provarci, si è fatto realtà
: " Ecoles sans frontières" significa scuole senza confini. E per
confini non vogliamo limitarci ai confini fisici degli Stati, quanto ai
limiti posti dall' ignoranza o dalle necessità economiche che spesso
spingono i genitori a non mandare a scuola i figli, che possono essere
una potenziale e preziosa forza lavoro.
Durante il mio recente soggiorno in Nepal la stampa riportava
quotidianamente: "uccisi 17 maoisti, sei uomini della sicurezza", The
Kathamdu Post ( 15 ottobre 2003). "19 Maoisti uccisi, ritrovati 13
cadaveri", The Himalayan News (15 ottobre 2003). " 12 ribelli e quattro
studenti uccisi in un incidente”, The Himalayan News ( 15 ottobre
2003). Mi sono chiesto dove si vuole arrivare, ma nello stesso tempo ho
compreso che nessuna delle due parti intende scherzare e che violenza,
da sempre, crea violenza.
La Tashi School, sta crescendo con tante speranze e grazie a tanti
sacrifici. Ho portato con me un filmato di una classe locale, con i
bambini in uniformi verdi confezionate in qualche modo da mamme
orgogliose di vedere i propri figli che andavano a scuola. Questi
bimbi cantavano canzoni dolcissime seguendo il ritmo dettato
dall' insegnante e sorridevano felici, pur nella loro povertà.
Mi auguro che le speranze di questi bimbi non vadano in pezzi per la
pazzia di chi sceglie la guerra, forse anche perchè non ha avuto la
fortuna di andare a scuola quando era più piccolo. Speriamo che la pace
si imponga in questo Paese di incredibile fascino, fatto di montagne
immacolate, di gente stupenda che nulla ha chiesto se non di vivere
tranquilla vicino a Dio.