27/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia le proteste contro l'operato del neo-presidente Jacob Zuma

Nuova ondata di scioperi in Sudafrica. Dopo quello degli operai addetti alla costruzione degli stadi per i mondiali di calcio del prossimo anno, è stata la volta dei lavoratori degli enti locali che da oggi stanno inscenando diverse manifestazioni di protesta per le piazze e le principali strade della capitale e delle maggiori città del Paese. Aumento dei salari, miglioramento dei servizi pubblici e un'azione di pressione nei confronti del neo presidente Jacob Zuma. Sono questi i principali punti della piattaforma adottata da Samwu e Imatu, i due sindacati promotori della protesta. Proprio questi ultimi durante precedenti trattative col governo hanno rifiutato l'offerta di un aumento delle retribuzioni dell'11,5 percento, fissando le richieste al 15 percento. Sotto questo obiettivo sembrerebbero non esserci i termini per una composizione della crisi che, secondo quanto dichiarato da Mthandeki Nhlapo, segretario generale della Samwu, potrebbe protarsi a tempo indefinito. Si aprirebbero, in tal caso, scenari inquietanti per il governo Zuma eletto ad aprile scorso anche grazie al forte appoggio delle organizzazioni sindacali che ora gli si contrappongono e alle quali aveva promesso di combattere la povertà del popolo sudafricano quindici anni dopo la fine dell'apartheid.

Parole chiave: sudafrica
Categoria: Politica
Luogo: Sudafrica