05/08/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Reportage dalla città ucraina, dove il 70 percento della popolazione è di origine russa

Scritto per noi da
Alessio Bini

Sebastopol è una città in stile occidentale situata in Crimea. Si affaccia sul Mar Nero e fu edificata nel 1783 per volontà del generale Potemkin. Oggi Sebastopol, come del resto l'intera Crimea, fa parte dell'Ucraina, a seguito della decisione delle autorita' sovietiche che nel 1954 decretarono il trasferimento della Penisola dalla RSS Russa a quella Ucraina.

La Russia nella pancia dell'Ucraina. Così la Crimea (abitata nel 1991 da una maggioranza russa che sfiorava il 67 percento) cominciò la sua nuova e travagliata vita all'interno dello Stato ucraino, che fin dal principio tendette a marcare le differenze tra sé ed il grande fratello russo. Sotto il profilo identitario, la Crimea rappresenta un luogo molto importante per i russi ed il primo luogo a cui la loro mente corre quando pensano alla penisola è Sebastopol.
La città è abitata da circa 379.200 persone, il 71 percento delle quali di etnicamente russe e profondamente fiere di essere tale. Ma l'identità russa non contraddistingue solo coloro che sono etnicamente russi, essa riguarda anche molti degli ucraini ampiamente russificati. E' qui che ovviamente sta' il problema più grande per Sebastopol: essere una città russa all'interno di uno Stato, l'Ucraina, che tra mille contraddizioni e stop and go, porta avanti un proprio progetto di National Building.

La città della gloria. Sebastopol è entrata nella carne e nello spirito del popolo russo attraverso vari modi: miti, canti, leggende, immagini e soprattutto eventi storici. Tutto questo ha trasformato Sebastopol nella ‘città della gloria russa'. Sebastopol è un vero e proprio museo a cielo aperto. Tutti i monumenti, dal più insignificante al più maestoso, trasudano identità russa e ricordano a tutti la drammaticità e l'eroismo di tutti quei cittadini che resistettero ai due gradi assedi patiti dalla città: quello del 1854 e quello del 1941 - '42. Assedi da cui la città usci martoriata ma più orgogliosamente russa di prima. Qui l'appartenenza russa si esprime in mille modi differenti: bandiere russe alle finestre, sui bus, grandi magazzini colorati di rosso, bianco e blu, canali radio e televisivi russi. L'unica ambito in cui, per legge, a prevalere è l'ucraino sono i manifesti pubblicitari. Per il resto l'Ucraina appare un'idea lontana e sfocata, limitata a qualche sporadica bandiera che sventola qui e là. Per toccare con mano quanto il processo di 'national building' ucraino non abbia ancora attecchito a Sebastopol, è sufficiente trovarsi in città il giorno in cui si celebra la vittoria sul nazifascismo, il 9 maggio.

Guardare al Cremlino. La città celebra tale evento con parate militari, concerti e fuochi d'artificio. Le uniche bandiere ucraine erano quelle dei battaglioni ucraini in parata, per il resto era un tripudio di bandiere russe (ed anche sovietiche). Quel giorno per le strade le persone inneggiavano alla Russia e discutevano amabilmente di quanto interessante fosse stato il discorso tenuto dal Presidente. Ottimo discorso concordavano tutti, tuttavia non era paragonabile a quello del suo predecessore. Sia chiaro che non parlavano di Yushenko e Kuchma, bensì di Medvedev e Putin. Genericamente parlando, i cittadini di Sebastopol non odiano l'Ucraina, semplicemente la ignorano e preferiscono guardare verso il Cremlino.

La Flotta leva le ancore? Uno dei simboli più importanti per i russi di Sebastopol è la Flotta russa del Mar Nero. Mito storico e realtà odierna allo stesso tempo. La Flotta sovietica del Mar Nero fu al centro di un lungo ed estenuante negoziato che si concluse con un accordo sottoscritto nel maggio 1997. La Russia ottenne la maggior parte dei vascelli e il noleggio di parte delle infrastrutture portuali cittadine per 20 anni. Se nulla muterà la Flotta Russa dovrà levare l'ancora nel 2017. Personalmente faccio fatica ad immaginare il momento in cui la Flotta russa se ne andrà per sempre. I cittadini di Sebastopol amano la Flotta e ne vanno veramente orgogliosi. La sua partenza sarà un trauma collettivo e sono sicuro che cercheranno, nei limiti del possibile, di fare tutto quanto è possibile per evitare tale evento catastrofico anche se potrebbe non essere sufficiente visto e considerato che il futuro della Flotta dipenderà solo ed esclusivamente dall'evoluzione dei rapporti di forza tra Russia ed Ucraina.

Categoria: Politica
Luogo: Russia