21/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo di Ankara ha bloccato il sito per la diffusione di immagini offensive dell'identità turca

scritto per noi da
Luca Bellusci

Atteso per questa settimana l'incontro tra il ministro dei Trasporti e delle Telecomunicazioni turco, Binali Yıldırım, e i dirigenti di YouTube, il più importante portale di video sharing al mondo, per discutere sulla possibile riapertura del sito in Turchia, dopo l'oscuramento avvenuto nell'aprile del 2008.

La magistratura turca decise di censurare il sito di YouTube, come molti altri in quel periodo, per contrastare la diffusione di video e frasi che offendevano l'identità turca. Secondo l'art. 301 del codice penale turco, infatti, sono punibili penalmente tutti quegli atti che vanno a ledere l'immagine della nazione turca, a cominciare dal fondatore Mustafa Kemal, per i turchi Ataturk. Alcuni blogger turchi, come Firat Yildiz, presero da subito posizione contro il governo e venne creata un vera e propria class action che in un primo momento riuscì a far valere le proprie ragioni quando venne riaperto, per alcuni giorni, YouTube. Ma successivamente furono proprio alcuni video offensivi all'immagine di Ataturk inseriti da alcuni utenti greci a costringere la magistratura turca ad emanare il provvedimento di chiusura definitivo del portale.

Secondo il sito Alexa, che monitora l'accesso e il traffico in rete, in Turchia c'è stato un aumento generale negli accessi a YouTube del 5,4 percento negli ultimi tre mesi ed un aumento del 8 percento per le ricerche singole e questo nonostante la censura applicata. La fascia di età che effettua il maggior numero di accessi è quella 18-24 anni e la gran parte di questi frequenta l'università ed è di sesso maschile.

Molti hanno continuato ad utilizzare il famoso portale tramite speciali programmi in grado di criptarne l'indirizzo IP. Un funzionario statale ha dichiarato come gli stessi uffici governativi possiedano questo tipo di software capace di aggirare l'oscuramento effettuato dalla compagnia Turk Telekom, e che non sia così difficile trovarne valide alternative. Mentre mostra un video dal suo ufficio, il funzionario spiega come il problema sia trovare il difficile compromesso tra una società in piena evoluzione con grandi aspettative e formata in prevalenza da giovani ed una establishment filo governativa decisa a mantenere saldi i valori lasciati in eredità dal padre della nazione turca.

Molte sono le voci secondo la quale il blocco del sito YouTube sia da attribuire ad una precisa strategia governativa volta ad ottenere il pagamento delle tasse dalla compagnia californiana di San Bruno che ha all'attivo ventuno società con relativi soggetti fiscali in giro per il mondo ma non in Turchia. Il ministro Yıldırım, in una dichiarazione rilasciata al giornale Sabah Daily, ha affermato come nel prossimo incontro potrebbe esserci una svolta sulla vicenda relativa alla riapertura di YouTube, ma la questione del pagamento delle tasse rimarrà una prerogativa del governo.

Parole chiave: ataturk, youtube, social network
Luogo: Turchia