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Abdullah Ocalan, leader del Pkk, il partito dei lavoratori curdi, detenuto in isolamento nel carcere di Imrali, starebbe per proporre al governo di Ankara una "road map" per risolvere il problema dei curdi.
Il piano di Ocalan dovrebbe essere reso noto il 15 agosto prossimo, anniversario del primo attacco armato portato dal Pkk, nel 1984. Nel corso dell'ultimo mese i suoi avvocati avrebbero consultato professori universitari e giornalisti per la stesura del progetto. Le possibilità che il governo turco possa accettare un piano messo a punto da Ocalan sono, però remote. Parlando con i giornalisti, lunedì il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha sottolineato, ancora una volta che il problema curdo sarebbe stato risolto ad Ankara e non a Imrali, dove è detenuto Ocalan. Secondo alcuni analisti la mossa potrebbe avere il vantaggio di spingere il governo del primo ministro Tayyip Erdogan ad anticipare la proposta con una serie di aperture verso il popolo curdo, come richiesto dall'Unione Europea per ammettere la Turchia nel gruppo dei 27.
La settimana scorsa, il consiglio dei ministri turco avrebbe discusso con alcuni membri della Nato i passi da seguire per risolvere la questione curda, durante un mini summit.
Le strade che il governo potrebbe seguire sono quelle di allentare le restrizioni sull'uso della lingua curda e di incoraggiare i militanti del partito armato ad arrendersi.