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Da oggi tre agenzie dell'Onu non potranno più operare in Somalia poiché ''nemiche dell'Islam e degli interessi del popolo musulmano somalo'' e ''contro la formazione di uno stato islamico''. L'ordine è stato imposto dal gruppo collegato ad al-Qaeda degli Al-Shabaab, 'la gioventù', movimento di insorti contro il governo moderato di Mogadiscio di Sharif Sheikh Ahmed.
La decisione della milizia è stata presa, secondo un comunicato emesso dalla stessa, poiché sarebbero stato ''provato che le agenzie addestrano e supportano il governo apostata e le sue truppe''. Le tre agenzie, per le quali lavorava solo personale somalo, sono l'Undp, programma Onu per lo sviluppo, l'Undss, programma per la sanità e la sicurezza e l'Unpos, l'ufficio politico per la Somalia. Gli integralisti pretendono che anche le altre ong presenti nel Paese, alcune delle quali potrebbero presto essere a loro volta espulse, debbano ora concordare con un apposito ufficio gestito da Al-Shabaab le modalità di intervento sul territorio. Lo scorso marzo i ribelli avevano fatto sapere che le agenzie internazionali e le ong erano benvenute, a patto che avessero operato sotto il loro controllo. L'Onu non ha commentato la notizia, ma aveva già evacuato tutto il proprio personale straniero dal Paese, al fine di preservarne l'incolumità. I miliziani di Al-Shabaab hanno anche dichiarato, in seguito al rapimento avvenuto lo scorso 14 luglio di due 007 francesi, che le ''spie'' verranno processati in base ai precetti della Sharia, la legge islamica ispirata dal Corano. Non si sono avute notizie dei due cittadini francesi sequestrati, anche perché non si troverebbero più nella capitale, bensì a Merka, 100 chilometri in direzione sud in zone controllate dagli insorti, dove eventuali bliz, già autorizzati da Mogadiscio al governo di Parigi, risulterebbero particolarmente difficili. Altri tre operatori umanitari che operavano per una ong francese, erano stati rapiti nella notte tra sabato e domenica a Madera, nord est del Kenia, durante un raid da parte di uomini armati. I tre volontari erano uno zimbabwense, un pakistano e il terzo quasi certamente statunitense: sono stati trasportati nella vicina Somalia, dove i confini non esistono. Si auspica che si tratti di un atto banditesco, allorché si potrebbe risolvere con il pagamento di un riscatto, cosa invece non immediata nei casi di rapimento a fini terroristici. Il governo somalo fornisce una propria analisi della situazione in atto, tramite il ministro degli Esteri Mohammed Abdullai Omaar: ''sono colpi di coda degli insorti disperati, che dopo le ultime sconfitte sanno di non poter vincere e cercano di fare pressioni su di noi ed i nostri alleati''. A Mogadiscio la situazione sarebbe effettivamente più calma, ma gli insorti ne controllano comunque una parte sostanziale, così come l'intero sud della Somalia, quasi tutto il centro ed alcune aree strategiche ad ovest.