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Sembra essere fallito il tentativo di mediazione del presidente della Costa Rica, Oscar Arias, per mettere fine alla crisi hondureña.
La delegazione che rappresentava Micheletti, infatti, non avrebbe accettato nessuno dei sette punti che il presidente Arias aveva stilato per giungere alla pace sociale, definendoli "inaccettabili". I fedelissimi di Zelaya, invece, in sostanza avevano accettato il piano costaricense anche se nelle ultime ore hanno dichiarato "concluso il dialogo con la commissione del regime de facto".
"Come sapete - ha detto il presidente mediatore - una buona parte del popolo hondureño è in possesso di armi. Cosa accadrebbe se una di queste armi sparasse contro un soldato oppure se un soldato dovesse sparare contro un cittadino armato?" si è chiesto Arias mentre parlava ai giornalisti. "C'è il pericolo di spargimenti di sangue e di una guerra civile" ha aggiunto l'ex premio Nobel per la Pace.
Arias, inoltre, ha fatto sapere che continuerà il suo lavoro di mediatore per altri tre giorni considerando che "con i colloqui degli ultimi giorni non è stato possibile arrivare a un accordo soddisfacente". Nel frattempo, ha parlato anche il presidente deposto Manuel Zelaya, cnfermando l'intenzione di rientarre in Honduras la prossima settimana. "Il prossimo fine settimana - ha detto Zelaya dal Nicaragua - avremo tutte le attività necessarie per il mio ritorno, come previsto dalla legge, dalla Costituzione e dalle norme internazionali".