stampa
invia
Allarme sfollati in Colombia. Amnesty International ha denunciato che lo scorso anno 380mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa del conflitto interno che da oltre 40 anni devasta il paese. Rispetto al 25 percento si è registrato un incremento del 25 percento. Le comunità che vivono in aree di importanza economica, militare o strategica sono i bersagli principali.
La Colombia ha una delle più grandi popolazioni di sfollati del mondo, che conta tra i tre e i quattro milioni di persone. Parola della Ong in difesa dei diritti umani. L'ultimo suo rapporto parla chiaro. La colpa è dei grandi interessi che stanno dietro gli scontri tra militari, paramilitari e guerriglieri. I dati di Amnesty si basano su denunce di gruppi locali in difesa dei diritti umani e su quelle fatte dal Codhes, Centro per i diritti umani e gli sfollati. Da parte governativa, una parziale ammissione. Accion Social, il dipartimento statale che dovrebbe accudire i desplazados, ha riferito che sì c'è stato un incremento ma qualcuno ha lasciato le case in cambio di indennizzi. Secondo fonti governative, infatti, gli sfollati si fermano a 2.9 milioni.
Secondo la Ong, molta gente viene deliberatamente perseguitata da paracos, forze dell'ordine e guerriglia come parte di una strategia per rimuovore intere comunità da aree di importanza strategica, economica e militare. La maggioranza dei desplazados sono indigeni, afrodiscendenti e contadini che vivevano in zone ricche di minerali, petrolio o di terre fertili da adibire all'agro-business. "La tremenda situazione umanitaria della Colombia è una delle tragedie più nascoste del mondo", ha accusato Marcelo Pollack, direttore di Amnesty International Americhe, non nascondendo le colpe del governo colombiano. "Fino a che le autorità in Colombia faranno finta di non vedere il reale effette del conflitto, i diritti umani di milioni di persone hanno poche chance di essere protetti".
Stella Spinelli