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Il presidente russo, Dmitry Medvedev, ha espresso una severa condanna per l'omicidio dell'attivista per i diritti umani e giornalista Natalia Estemirova, che stava indagando sugli abusi governativi nella lotta contro le milizie cecene, cogliendo l'eredità intellettuale dell'altra giornalista russa assassinata, Anna Politkovskaya. Anche dagli Usa, forte diniego per l'accaduto.
La donna è stata rapita ieri mentre stava lasciando la sua casa di Grozny, capitale cecena. Il suo cadavere è stato ritrovato in Ingushetia, crivellato di proiettili. Aveva 50 anni e da tempo stava indagando per l'organizzazione in difesa dei diritti umani, Memorial, sulle colpe del governo ceceno filo-russo contro i separatisti, ed era nota per la sua ferrea opposizione al presidente ceceno Ramzan Kadyrov. Era già stata minacciata in passato, tanto che non sono tardate dichiarazioni da parte della Ong contro il premier ceceno. Ma Kadirov, che da sempre nega ogni coinvolgimento anche nell'omicidio Politkovskaya, non raccoglie e pubblicamente condanna l'accaduto, promettendo giustizia e un personale controllo delle indagini. Lo riferisce l'agenzia russa Interfax. Ferma condanna anche da parte degli Stati Uniti: "siamo profondamente scossi e addolorati" per il rapimento e l'uccisione dell'attivista e giornalista russa Natalia Estemirova, chiedendo alla Russia di consegnarne i responsabili alla giustizia. "Gli Stati Uniti sono profondamente rattristati per le informazioni sul rapimento e l'assassinio di Natalia Estemirova, militante consacratasi a far luce sugli attacchi ai diritti umani, in particolare in Cecenia. Facciamo appello al governo russo affinchè consegni i responsabili alla giustizia", scrive in un comunicato il portavoce del dipartimento di Stato, Ian Kelly.
Intanto, i difensori dei diritti umani hanno organizzato per oggi alle 17.30 ora di Mosca (le 15.30 in Italia), nella piazza Pushkin della capitale, una manifestazione per ricordarla. È prevista la partecipazione di alcune decine di militanti e dirigenti di varie Ong. La centralissima piazza Pushkin ospitò una analoga manifestazione anche dopo l'omicidio di Anna Politkovskaia, uccisa sotto casa a Mosca il 7 ottobre 2006, come ricorda una targa all'ingresso della sua abitazione. Il primo processo ha portato all'assoluzione degli imputati, tutti ceceni, ma recentemente la corte suprema ha deciso di annullare la sentenza disponendo un nuovo dibattimento.