15/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Regole d'ingaggio permissive sono costate la vita a civili palestinesi

Sono state le regole d'ingaggio 'permissive' dell'esercito israeliano a provocare numerosi morti tra i civili durante il recente conflitto in Gaza. Sono gli stessi militari di Tsahal ad ammetterlo. "Breaking the silence", un'organizzazione di veterani della Seconda Intifada ha raccolto le testimonianze di 26 soldati israeliani nelle quali vengono descritte le circostanze nelle quali hanno combattuto durante l'operazione Cast Lead. Emergono una serie di situazioni in cui: le regole d'ingaggio apparivano poco chiare o incoraggiavano i soldati a tutelare a tutti i costi la propria vita incuranti della possibilità di ferimento o uccisione di civili; gli stessi civili venivano usati come scudi umani, posti di fronte ai soldati durante i raid casa per casa; un gran numero di edifici e case private sono stati distrutti perchè sospettate di contenere ordigni o di ospitare tunnel; aree lungo il confine sono state rase interamente al suolo per facilitare future operazioni militari; alcuni soldati avevano spesso atteggiamenti aggressivi e indisciplinati; si sono verificati atti di vandalismo contro la proprietà privata di palestinesi; in tempo di grave carenza idrica a Gaza, i soldati sparavano contro le cisterne d'acqua perché 'annoiati; secondo alcuni soldati il fosforo bianco è stato utilizzato in aree civili in modo gratuito e sconsiderato; molti militari hanno raccontato che gli scontri diretti con miliziani palestinesi sono stati 'molto pochi'. L'esercito israeliano ha rigettato il rapporto, definendolo 'basato su dichiarazioni anonime e poco credibili'.