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Saranno sbloccati e restituiti agli eredi della famiglia Mobutu, il dittatore che ha governato lo Zaire dal 1965 al 1997, sette milioni e mezzo di dollari depositati presso le banche Svizzere.
La decisione, che è stata presa dal tribunale federale di Bellinzona, massima istanza giudiziaria in Svizzera, non è appellabile e mette fine ad anni di contenzioso giudiziario e alla speranza del governo di Kinshasa di rivedere parte delle ricchezze trafugate dall'ex dittatore e dal suo clan.
Il denaro, depositato su vari conti svizzeri da Mobutu Sese Seko e dal suo entourage furono congelati per la prima volta nel 1997, dopo una richiesta di assistenza giudiziaria da parte della Repubblica Democratica del Congo (come si è chiamato lo Zaire dalla caduta del dittatore). Lo scorso gennaio, il legale rappresentante del governo di Kinshasa ha presentato una denuncia penale contro i membri dell'ex regime, accusati di far parte di un organizzazione criminale. Il pubblico ministero ha deciso, però, che l'eventuale reato di riciclaggio compiuto in Svizzera dall'organizzazione sarebbe comunque caduto in prescrizione, dal momento i fatti risalgono a prima del 1997, anno della morte di Mobutu, avvenuta in Marocco.
Il professore Mark Pieth, docente di diritto penale presso l'università di Basilea, ha sostenuto che l'entourage di Mobutu ha proseguito nel tempo le sue attività illecite, facendo quindi decadere il principio della prescrizione. Tesi che però, oggi, la corte di Bellinzona ha respinto.