14/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli Stati africani sono divisi tra gli obblighi legali verso la Corte Penale Internazionale e la decisione dell'Unione Africa di non cooperare con il mandato d'arresto di Bashir

Il ministro degli Esteri ugandese ha dichiarato che il presidente sudanese Omer Hassan Al-Bashir potrebbe venire arrestato al suo arrivo a Kampala. L'inattesoiannuncio è stato fatto durante una conferenza stampa tenuta da Luis Moreno-Ocampo, Procuratore generale della Corte Penale Internazionale, e dal ministro degli Esteri ugandese Henry Okello Oryem. Qust’ultimo ha dichiarato che è stato depositato un mandato di cattura presso l’ufficio del Procuratore generale ugandese e che ormai è un compito dell’Ispettore generale di polizia, il generale Kale Kayihura, arrestarlo.

Al-Bashir è ricercato dalla Corte Penale Internazionale per sette imputazioni, tra cui quelle di crimini di guerra e contro l’umanità. Il Procuratore della Corte Penale Internazionale ha appellato la decisione dei giudici che hanno lasciato cadere l’imputazione di genocidio per mancanza di prove. L’Uganda è uno dei 30 Stati africani che ha ratificato la Convenzione di Roma, che obbliga ad eseguire i mandati d’arresto emessi contro individui presenti sul territorio dei firmatari la Convenzione. Tuttavia, all’inizio del mese, il summit dell’Unione Africana aveva deliberato che nessuno Stato del continente avrebbe dovuto cooperare con la Corte Penale Internazionale per la cattura del presidente sudanese. Per il momento, solo il Botswana aveva annunciato pubblicamente che avrebbe invece agito in conformità con le decisioni della Corte, in quanto - secondo Gaborone - sarebbe stata la Libia a forzare i membri dell’Unione Africana a non collaborare con l'Aja, senza che alcun dibattito avesse potuto svolgersi durante il summit.

Ocampo, seduto vicino ad Oryem, ha sottolineato che non si tratta di una decisione politica che può essere presa dall’Uganda, ma di un obbligo legale che l’Uganda, il Sudafrica ed altri 30 Stati africani hanno con la Corte Penale Internazionale. Il procuratore ha aggiunto che il Sudafrica ha già dichiarato che, se il presidente sudanese Bashir si recherà in Uganda potrebbe essere arrestato. La scorsa settimana, un giornale indipendente sudanese ha riportato la notizia della possibile partecipazione del presidente Bashir al vertice Uganda –Turchia, già programmato per il 26 luglio. Non ci sono tuttavia conferme ufficiali. Un funzionario sudanese ha avvertito che qualsiasi azione in violazione della decisione dell’Unione Africana di non cooperare con la Corte penale Internazionale avrebbe avuto conseguenze sul piano diplomatico. L’avvertimento è giunto a seguito della dichiarazione dello scorso venerdì dell’Uganda, che confermava che avrebe rispettato gli impegni presi con la Corte Penale Internazionale. Lo scorso marzo il presidente ugandese Yoweri Museveni aveva dichiarato che non era sua intenzione “nè condannare, né condonare le azioni di Bashir”.

 

 

Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Storia
Luogo: Uganda
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