15/01/2004
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E' emergenza nel sud del Paese. A pagare sono le comunità rurali
“Negli ultimi mesi non ha piovuto a sufficienza”, racconta preoccupata
Marina Raìs, coordinatrice del World Food Programme (WFP) nella città
rurale di Fordofan, Madagascar meridionale. “Se la situazione non
dovesse migliorare, 240mila persone rischiano di non avere abbastanza
cibo per il periodo che segue la raccolta”, insiste la donna.
Nel sud del Madagascar la chiamano kère , carenza di cibo.
E’ questo che i contadini malgasci pensano quando alzano lo sguardo a un cielo
che le nuvole hanno abbandonato da troppo tempo.
Quest’anno la siccità e la cronica mancanza d’acqua hanno danneggiato i raccolti
dai quali dipende la loro sopravvivenza.
“E’ una situazione di emergenza”, spiega dalla capitale Antananarivo Gianluca
Ferrera, direttore nazionale del WFP.
“Se il nord del Paese è fertile, il sud è arido e desertico. Si coltiva
soprattutto granturco, che ha un periodo di germinazione molto lungo:
la semina è a ottobre e la raccolta tra marzo e aprile. Purtroppo, la
scarsità di acqua e i forti venti caldi sono un problema cronico per
queste zone. Gli abitanti di ben 18 comuni rischiano di affrontare seri
problemi di carenza di cibo”.
“Paradossalmente, anche le scarse precipitazioni possono rappresentare un ostacolo”,
continua l’operatore umanitario.
“In gran parte del sud del Madagascar ci sono solo mulattiere, che la
pioggia trasforma in acquitrini e pantani e che isolano interi
villaggi. I furgoni con cui distribuiamo le provviste per popolazione
possono rifornire solo alcune zone e tutto si complica”.
Sacchi di granturco alle comunità rurali. E’ così che il WFP fa fronte
alla siccità che stringe in una morsa le campagne dei distretti di
Ambovombe, Amboazari, Tsiombe, Deloha e Ampanihi.
“A donne, vecchi e bambini con problemi di malnutrizione forniamo
assistenza diretta”, continua la Raìs. Tutti gli altri vengono
integrati in un programma chiamato Food for Work. Costruiscono strade,
cercano di sviluppare il disastrato sistema di irrigazione della
regione, danno un contributo alle infrastrutture. In cambio ricevono
provviste alimentari per le proprie famiglie.”
Se continua a non piovere, la situazione si aggraverà, mettendo a
repentaglio la salute degli abitanti. Ora sperano nell’arrivo di nuvole
cariche d’acqua entro fine marzo. Ma le previsioni non sono delle più
favorevoli.
“E’ da più di dieci anni che il sud del Madagascar è colpito da forti
siccità", conclude Gianluca Ferrera. "Il problema si ripresenta ogni
anno.”
“E’ vero, la siccità è uno dei nostri grattacapi nel sud del Paese”,
gli fa eco dai palazzi del governo di Antananarivo Noel Raharijaona,
segretario generale della camera dell’Agricultura. “E’ tuttavia anche
vero che, dati i molti corsi d’acqua presenti nelle regioni
meridionali, il nostro sistema di irrigazione potrebbe essere sfruttato
meglio. E’ a questo che stiamo lavorando. Forse un giorno ce la
faremo”.
Pablo Trincia