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Sono una capitana del Corpo Infermiere dell’Esercito di base al Walter Reed Army
Medical Center (Wramc) di Washington, e mi sento obbligata a condividere quello
che ho visto con chiunque voglia ascoltarmi. Vedete, quando i soldati dell’operazione
Iraqi Freedom lasciano le nostre basi in Germania (da cui passano i militari di
ritorno dall'Iraq n.d.r.) tornando, la grande maggioranza viene portata qui al
Wramc dai dottori e dalle infermiere della Air Force.
La maggior parte di questi feriti arrivano nella nostra unità attaccati ai respiratori
artificiali, con ferite gravi causate da bombe o da proiettili di kalashnikov.
Molti, troppi soldati hanno già perso le braccia, le gambe o gli occhi prima di
arrivare da noi, e tanti hanno ricevuto decine di trasfusioni di sangue prima
di lasciare la Germania.
Una mia cara amica ha cercato di convincermi che tutto questo fa parte del piano
di Dio, e che la morte e il dolore servono a uno scopo più grande, che i nostri
leader non ci hanno ancora detto. Vorrei poterle credere. Renderebbe molto più
facili il mio lavoro e la mia vita quotidiana, ma non posso crederci. Mi scuso
con il lettore per andare spesso fuori dalla tangente, ma questa situazione senza
fine sta influenzando molte infermiere militari.
Non mi credete? Walter Reed è una base aperta al pubblico, non un forte sotto
stretto controllo. Basta che abbiate un documento di riconoscimento valido e che
acconsentiate a farvi perquisire la macchina. Poi parcheggiate ed entrate. Vedrete
così tanti ventenni, in maggior parte uomini, con braccia, gambe e occhi mancanti.
Vi cadranno i paraocchi, quando vedrete povere famiglie camminare ogni giorno
dalla casa Malogne alle camere del centro per vedere i loro figli o mariti.