08/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



A due anni dalle elezioni presidenziali, il Governo è obbligato a tessere nuove alleanze per non cedere il potere.L "ufficialismo" è stato ampiamente sconfitto

Scritto da

Hernán Buzzella

A parte la definizione dei nuovi legislatori, le elezioni parlamentari in Argentina sono state pianificate fin dall'inizio come una prova del fuoco per il Governo di Cristina Fernández de Kichner: a due anni di distanza dalle presidenziali, questa votazione è stata la chiave per il presente ma molto più per il futuro. L' "ufficialismo" è stato ampiamente sconfitto, ha perduto la maggioranza che deteneva nel Congresso ed è rimasto immerso in una crisi che già aveva mietuto le prime vittime politiche.
La scommessa più grande del Governo è stata pianificata nella provincia di Buenos Aires, dove l'ex Presidente Néstor Kirchner ha sfidato l'impresario milionario Francisco de Narváez. Durante la campagna elettorale si sono detti di tutto (accuse di narcotraffico incluse) e la vittoria è rimasta per soli due punti nelle mani del colombiano. Più che un sostegno a favore di De Narváez, la votazione ha significato un chiaro rifiuto alla gestione del kirchnerismo.
Anche i canditati "ufficialisti" hanno perso nel resto delle città chiave del Paese, come la Città di Buenos Aires, Santa Fe, Córdoba e Mendoza. Il giorno dopo i comizi, la Presidente ha minimizzato la situazione ed ha lasciato intendere che ancora non avevano accusato il colpo ricevuto. O almeno non vogliono dimostrarelo.
Le conseguenze politiche della sconfitta hanno già iniziato a prendere forma: sono stati licenziati il Ministro della Salute e il Segretario dei Trasporti, una figura chiave del Governo nazionale. Le voci di nuovi licenziamenti sono ancora oggi insistenti.
Il risultato va interpretato come l'inizio della fine dell'era K, che si aprì sei anni fa con Néstor ed è proseguita con Cristina. A due anni dalle elezioni presidenziali, il Governo è debilitato ed è obbligato a tessere nuove alleanze per non cedere il potere. La gente, di fatto, ha già iniziato a dargli le spalle.

 


TRADUZIONE DI SILVIA NARDINOCCHI