20/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Zachistka. Così si chiamano le operazioni russe di rastrellamento dei villaggi ceceni
ZacistkaNoviye Atagi è un villaggio del distretto di Shali, a sud di Grozny. Ci vivono all’incirca ottomila persone. “La mattina del 12 ottobre – racconta Satsita, una donna di 58 anni – decine di blindati e cingolati russi hanno circondato il nostro villaggio formando un cordone di soldati attorno al centro abitato e bloccando tutte le vie d’accesso con il filo spinato. Poi alcuni blindati sono entrati in paese: ne sono scesi centinaia di militari e hanno iniziato a il rastrellamento casa per casa, la zacistka. E’ durata due giorni: facevano irruzione con i mitra spianati, urlando, minacciando e picchiando. Cercavano terroristi e armi, ma non ne hanno trovati. Eravamo terrorizzati. I soldati erano aggressivi e violenti”.
 
“Il terzo giorno – prosegue Satsita –, cioè il 14 ottobre, sono tornati portandosi via tutti i maschi di età compresa tra i quattordici e i sessant’anni. Li hanno portati fuori dal villaggio, allineandoli lungo la recinzione di filo spinato per il filtraggio (interrogatorio volto a individuare i guerriglieri in mezzo a un gruppo di persone, ndr). A ciascuno è stato ordinato di dire chi nel villaggio fosse un ribelle. Molti sono stati picchiati selvaggiamente. Hanno interrogato e pestato anche il mio nipotino, un bambino che va a scuola. Ma cosa ne può sapere lui di queste cose! Alla fine quattro uomini sono stati portati via”.
 
ZacistkaQuesta rara testimonianza di cosa sia una zacistka (raccolta dagli osservatori dell’ong russa Memorial) fa capire bene il clima in cui vive la popolazione cecena. Soprattutto dopo i fatti di Beslan. Questi rastrellamenti colpiscono a rotazione villaggi diversi, e ogni volta si lasciano dietro una scia di terrore, violenza e morte. “E’ un fenomeno che sembra marginale se considerato episodicamente”, spiega Umar Khanbiev, ex ministro della Sanità del governo indipendentista in esilio. “Ma se si considera che ogni villaggio, negli ultimi dieci anni, ha subito decine di rastrellamenti, e che ogni volta sono stati uccise i portate via decine di persone, è facile capire come in realtà ci si trovi di fronte a un lucido piano di lento ma sistematico sterminio della popolazione maschile cecena”.
 
Che fine facciano le persone portate via dai militari durante i rastrellamenti o i rapimenti individuali, e non riscattate a suon di denaro dai parenti, è purtroppo ben noto. Negli stessi giorni dei fatti di Noviye Atagi, a Kalinina, un altro villaggio non lontano da Grozny, è stato rinvenuto il cadavere di un ragazzo, Ruslan Paskaev. Sul suo corpo i segni di percosse e torture e una ferita di arma da fuoco alla testa. Un classico esempio di esecuzione extragiudiziale da parte delle forze di sicurezza russe. Probabilmente la colpa di Ruslan, studente all’università statale di Grozny, era quella di essere figlio di Ramzan Paskaev, uno dei maggiori musicisti tradizionali ceceni, considerato un simbolo della cultura nazionale di questo popolo.
 
Disneyland cecenaMentre accade tutto questo, mentre proseguono i bombardamenti russi sulle roccaforti montane degli indipendentisti e, in risposta, gli attacchi e gli agguati dei guerriglieri, il governo ceceno filo-russo capeggiato dal nuovo presidente Alu Alkhanov ha fatto un annuncio ufficiale che lascia senza parole. Il primo ministro Sergei Abramov ha comunicato all’agenzia stampa russa Interfax l’approvazione definitiva di un progetto per costruire a Grozny “una Disneyland e un parco acquatico”. Proprio quello di cui la Cecenia ha bisogno.

Enrico Piovesana

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