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invia Un rapporto pubblicato oggi dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) rivela che dal maggio scorso, quando sono ricominciati gli scontri a Mogadiscio, più di 200 mila persone hanno dovuto lasciare la città. E sabato, durante gli ultimi combattimenti, ha perso la vita un altro giornalista, il sesto dall'inizio dell'anno.
Mohamud Mohamed Yusuf, aveva 22 anni e da 3 lavorava per Radio IQK. Secondo il comunicato emesso dal Comitato per la tutela dei giornalisti, Yusuf è stato raggiunto da un proiettile vagante all'uscita della redazione, nella zona nord della capitale. Il suo corpo è rimasto per più di tre ore in strada, a causa dei combattimenti, prima di essere trasportato in ospedale, dove è morto dissanguato.
Intanto, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati ha reso noto un rapporto secondo il quale più di 200 mila persone sono state costrette a lasciare la città da quando sono ricominciati i combattimenti. L'organizzazione non governativa somala Elman ha denunciato invece la morte di quasi quattrocento persone dal 7 maggio scorso e il ferimento di più di mille settecento.
Sul fronte politico, il quotidiano Asharq al Awsat scrive che il presidente del governo di transizione somalo, Sheikh Sharif Sheikh Ahmed, ha iniziato un tour politico che lo porterà in Kenya, Uganda, Rwanda, Burundi, Egitto e Arabia Saudita per chiedere aiuto contro l'avanzata degli islamici radicali di al-Shabaab.