16/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di persone hanno chiesto le dimissioni del presidente
Manifestazione contro il governo“I blocchi stradali di protesta si sono svolti in modo pacifico e hanno dato l’opportunità di spiegare alla gente le ragioni della manifestazione”. Con queste parole il Copinh , Consiglio Cívico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras, ha tracciato un bilancio delle manifestazioni svoltesi in tutto il Paese durante la giornata di mobilitazione nazionale del 5 febbraio, promossa dalla Coordinadora Nacional de Resistencia Popular , Cnrp, che raggruppa le organizzazioni popolari, indigene, contadine, sindacali, studentesche e dei piccoli produttori e commercianti di tutto l’Honduras.

La Coordinadora , formatasi lo scorso anno per dare maggior efficacia alle proteste contro la politica neoliberale del presidente Ricardo Maduro, accusa il governo di ignorare la difficile situazione del popolo, agendo a favore delle direttive degli organismi internazionali, quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale al fine di coprire gli interessi del capitale privato degli investitori stranieri.

Tutti contro il governo Questa politica ha portato, secondo la Coordinadora , a un aumento dei prezzi del combustibile e in generale dei prodotti di prima necessità. Un esempio su tutti è la legge “anti-maras” che, con l’intento di ridurre l’attività criminale delle bande giovanili (le “maras”, appunto), sta di fatto perseguitando i giovani dei quartieri popolari, senza risolvere il problema della violenza.

Sotto accusa anche la politica economica di sviluppo basata sulle maquilas , piccole fabbriche dove centinaia di operaie, sottopagate e senza alcun diritto lavorativo assemblano prodotti provenienti dall’estero, e sullo sfruttamento turistico del territorio, dove l'espropriazione e la privatizzazione delle risorse forestali e delle zone costiere stanno costringendo alla fuga le popolazioni locali.

La Coordinadora chiede che il governo non ratifichi l’accordo di libero commercio con gli Stati Uniti ( Alca ) né il Plan Puebla Panamà , considerati piani di conquista a scapito delle popolazioni del Centro e del Sudamerica.
Lo scorso anno le manifestazioni promosse dalla Coordinadora nei mesi di agosto e ottobre hanno richiamato decine di migliaia di persone in tutto il paese. La risposta del governo è stata quella di iniziare una violenta campagna denigratoria e di repressione nei confronti delle organizzazioni popolari. Ad esempio, la zona de La Esperanza, dove ha sede il Copinh, la principale organizzazione indigena del paese e membro fondatore della Coordinadora Nacional , è stata militarizzata per molte settimane.

Manifestazione contro il governo Di contro, sono state completamente ignorate le proposte fatte dalla Coordinadora , in particolare quella per una nuova amministrazione delle risorse idriche in alternativa al disegno di legge del governo sulla privatizzazione dell’acqua potabile.

Il 2004 è stato proclamato anno di lotta unitaria e popolare, sulla scia del cinquantesimo anniversario dello sciopero dei lavoratori dell’industria bananiera del 1954, che diede l’avvio alle lotta contadina per la Riforma Agraria in Honduras.
Così, la Coordinadora Centro Occidental de Resistencia Popular , rispondendo all’invito fatto dalla Coordinadora Nacional de Resistencia Popular , il 5 febbraio ha occupato la Carrettera de occidente (principale strada che si collega alla parte occidentale del paese) all’altezza dello svincolo tra città di Gracias e l'entrata alla città di Santa Rosa de Copan, e la Carrettera del norte all’altezza della città di Comayagua.

In entrambi i posti di blocco non è stato impedito il transito ai mezzi collettivi, come i bus, né al trasporto leggero, ma sono stati bloccati i mezzi pesanti e i veicoli dello stato.
Si sono anche tenuti marce e comizi in entrambe le città. In particolare, è stata chiesta la liberazione immediata di Marcelino e Leonardo Miranda del Copinh, leader della comunità indigena lenca di Montaña Verde, catturati lo scorso anno, torturati ed imprigionati a Gracias.
Quindi è stata reclamata la condanna degli assassini dei due leader indigeni Fabián González e José Santos Carrillo della regione di La Paz e dell’ambientalista German Rivas, che stava indagando sullo sfruttamento minerario della regione.
Implorata con forza anche la sospensione delle attività di sfruttamento selvaggio delle ricchezze forestali, minerarie e idriche nelle regioni di Lempire, Intibucà e la Paz, che stanno gravemente minacciando la sopravvivenza delle comunità, in particolare i progetti di costruzione di dighe sul fiume Tigre.

L’intenzione degli organizzatori era quella di bloccare i camion delle grandi multinazionali e del trasporto del legname, ma i posti di blocco della polizia e dell’esercito hanno paralizzato tutto il traffico “per creare avversione verso i manifestanti nella gente rimasta bloccata” denuncia il Copinh.
Nella città di Santa Rosa de Copan, il Copinh è riuscito ad aprire un canale di dialogo con i magistrati che nella corte cittadina hanno giudicato il caso Miranda.

Alle manifestazioni hanno partecipato anche le organizzazioni dei maestri e molti rappresentanti di vari gruppi sindacali.
Le manifestazioni si sono svolte anche in altre città, tra cui Progresso, San Pedro Sula, Tocoa e nella capitale Tegucigalpa, dove migliaia di persone hanno marciato fino alla Casa Presidenziale, per chiedere le dimissioni del presidente e leggere i comunicati e le proposte delle varie organizzazioni.

La Cnrp ha intenzione di proseguire le sue azioni di protesta contro le politiche dei grandi istituti finanziari internazionali e del governo ed annuncia nuove manifestazioni. La prima sarà il 20 marzo contro la guerra, in sintonia con il movimento internazionale per la pace.
Il 1 maggio verrà celebrato il 50° anniversario della “Huelga del ‘54”, data storica per la lotta operaia e contadina dell’Honduras.

Stella Spinelli
 
Categoria: Politica
Luogo: Honduras
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