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Quando Zelaya è partito da Washington ha invitato gli honduregni a scendere pacificamente in strada e a parlare con i militari per invitargli a unirsi a loro in questa "giornata di festa, giorno in cui rientra il loro presidente eletto".
"Tutti siamo parti del medesimo popolo. Il mio ritorno è pacifico. No alla violenza. Parlate con la polizia, con i militari, che niente vada a succedere se non allegria per il figlio honduregno che fu buttato fuori e che sta tornando per abbracciare chi lo sta aspettando", ha dichiarato in volo Zelaya. "Io sono il comandante legittimo delle Forze armate e come tale chiedo loro di aprire l'areoporto per far rientrare un cittadino legittimo espluso ingiustamente". "I soldati hanno madri, fratelli, spose tra quella gente. Che li lasci passare. Oggi invoco alla riconciliazione nazionale". E, a quanto riferisce l'inviato di TeleSur, è quanto sta facendo l'esercito schierato nei dintorni dell'aereoporto. La gente, unita nella manifestazione più grande registrata finora in Honduras, sta passando senza che nessuno tenti di reprimerla. E adesso circonda l'areoporto pacificamente. Gente che viene da ogni lato del paese. Unita aspettando il presidente. Nel secondo contatto tra TeleSur e il presidente legittimo in volo, pochi minuti prima di entrare nello spazio aereo honduregno, Zelaya ha voluto riferirsi ancora alle forze dell'ordine: "i militari sono honduregni, cittadini, che hanno responsabilità civili. Non spareranno, capiranno che è un momento storico e che la trasformazione è in atto. C'è un rifiuto mondiale a questo golpe. Il meglio è riconsiderare i fatti che l'Honduras non può vivere in questa condizione imposta nell'ultima settimana. Il paese deve tornare allo stato di diritto. Senza eccezioni. Hanno rotto le relazioni diplomatiche molti paesi ormai.Non possono che far passare la gente e far passare il nostro aereo". L'aereo ha carburante per una ora extra rispetto all'ora decisa per l'atterraggio. E secondo il presidente è un tempo sufficiente per convincere i militari dell'areonautica che lasciar entrare il presidente eletto dal popolo è l'unica decisione giusta da prendere. E ancora ribadisce: "Il comandante delle Forze armate in Honduras lo elegge il popolo e sono io. Non lo impone una cupola militare. Quindi io chiedo ai miei uomini di lasciarmi tornare nel mio Paese".
L'aereo su cui viaggia Zelaya è stato messo a disposizione dal Venezuela di Chavez.
Di contro il governo de facto dell'Honduras ha proposto all'Organizzazione degli stati americani (Osa) un dialogo "in buona fede": lo ha reso noto la vice ministro degli esteri dell'esecutivo di Roberto Micheletti, Martha Lorena Alvardo. Il governo ha proposto all'Osa "di avviare un dialogo in buona fede tra una delegazione dell'Honduras e una dei rappresentanti degli Stati membri". Mentre tale dialogo sarà in corso non devono prodursi azioni o situazioni che possano mettere in pericolo la pace sociale della nostra repubblica o gli sforzi di tali colloqui", ha precisato la vice ministro. E ribadisce che il governo Micheletti non permetterà che l'aereo con Zelaya atterri.