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Il presidente destituito Manuel Zelaya ha lasciato Washington su un volo diretto verso l'Honduras. Lo ha riferito il network televisivo Telesur, che ha giornalisti sull'aereo. Si è infatti già messo in contatto con il popolo honduregno durante il volo grazie a Telesur e ha invitato il popolo a resistere pacificamente, a reagire e ad aspettarlo.
Intanto, le truppe honduregne del governo golpista sono state inviate al confine con il Nicaragua nonostante alcuni comandanti non fossero d'accordo. Questo perché il presidente nicaraguense, Daniel Ortega, in un primo momento sembrava aver smobilitato le sue truppe al confine per supportare il rientro di Zelaya. Ma poi lo stesso Micheletti ha dichiarato: "Si tratta di una invasione psicologica". Lo ha annunciato durante una conferenza stampa in atto adesso.
"Non vogliamo rischiare che muoia un ex presidente, o anche un solo cittadino, non vogliamo che ci possano essere feriti, o essere obbligati a mancare di rispetto ad un ex presidente - ha quindi sottolineato il ministro degli Esteri del governo di fatto Enrique Ortez Colindres -. Quell'aereo non entrerà nè all'aeroporto di Tegucigalpa, nè alla base militare americana di Palmerola, nè in qualsiasi altro aeroporto del Paese".
I sostenitori di Zelaya hanno convocato il popolo per appoggiare il ritorno del leader estromesso, e decine di migliaia tra operai, contadini, studenti, indigeni e altre forze sociali che avevano eletto il presidente deposto, hanno risposto all'appello: una grande manifestazione si è diretta all'aeroporto gridando slogan contro il governo golpista e chi lo appoggia, politici di destra, imprenditori e la gerarchia religiosa. Alle dichiarazioni in appoggio del golpe di Micheletti del cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, che da ieri è entrato in campo per giustificare l'espulsione di Zelaya e la legittimità del nuovo governo, si è unito oggi anche il presidente della Confraternità Evangelica dell'Honduras, Oswaldo Canales. Rafael Alegria, uno dei coordinatori del sostegno a Zelaya, ha definito "resistenza pacifica" la manifestazione e ha attribuito al governo di Micheletti la responsabilità di qualsiasi incidente. "La nostra mobilitazione è completamente pacifica, non abbiamo nè pistole nè pietre, per cui se ci scappano vittime la colpa potrà essere solo della polizia e delle Forze armate", ha detto al microfono Alegria, che ha denunciato infiltrazioni di individui sospetti che potrebbero fomentare la violenza. I manifestanti hanno reclutato anche un'ottantina di taxi per portare Zelaya e il suo seguito alla capitale, "nel caso che riesca a sbarcare". Nella zona dell'areoporto della capitale il governo golpista ha dispiegato interi battaglioni militari. La situazione è tesa.
Stella Spinelli