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La missione Onu che il sette febbraio scorso aveva raggiunto l’Iraq per esaminare l’eventualità
che si potessero tenere libere elezioni per la trasformazione del governo di transizione,
attualmente sotto il controllo Usa, ha dato i suoi frutti. Il grande Ayatollah Ali Mohammad Al Sistani , massima autorità sciita che si trova in Iraq, a questo punto è molto soddisfatto,
come fa sapere Seyyed Javad Shahrestani, uno dei suoi collaboratori più stretti:
“ La soddisfazione del leader religioso per i colloqui che la delegazione del
consiglio provvisorio di Governo ha avuto è massima”.
Gli Usa dal canto loro sono favorevoli ad un approccio graduale che porti l’Iraq
alle elezioni entro il 2005. D'accordo con il governo di Washington potrebbero
esserci i sunniti e i kurdi che, forse spaventati da un'eventuale vittoria schiacciante sciita
alle elezioni (la popolazione sciita è la maggiore in quanto ad abitanti in Iraq),
optano per votazioni federali. Così facendo non vedrebbero diminuire il potere
all'interno delle zone sotto il loro controllo.