13/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Lakhdar Brahimi sostiene l'Ayatollah Al Sistani
Ayatollah Ali Mohammad Al SistaniLa missione Onu che il sette febbraio scorso aveva raggiunto l’Iraq per esaminare l’eventualità che si potessero tenere libere elezioni per la trasformazione del governo di transizione, attualmente sotto il controllo Usa, ha dato i suoi frutti. Il grande Ayatollah Ali Mohammad Al Sistani , massima autorità sciita che si trova in Iraq, a questo punto è molto soddisfatto, come fa sapere Seyyed Javad Shahrestani, uno dei suoi collaboratori più stretti: “ La soddisfazione del leader religioso per i colloqui che la delegazione del consiglio provvisorio di Governo ha avuto è massima”.

Il 30 giugno è la data entro la quale dovrebbe avvenire il passaggio di consegne tra le forze di occupazione a guida Usa e nuove autorità provvisorie composte da iracheni. Alla grande contentezza espressa dall’Ayatollah Al Sistani si va ad aggiungere la clamorosa novità di queste ore. L’Organizzazione delle Nazioni Unite nella persona di Lakhdar Brahimi ha infatti appoggiato in pieno le richieste del leader sciita.

Dopo i colloqui diplomatici tenuti nella casa dell’Ayatollah a Najaf, città santa irachena, il rappresentante Onu ha dichiarato: "noi siamo completamente d'accordo con le richieste dell’ Ayatollah Al Sistani perché riteniamo che le elezioni siano il modo migliore per permettere agli iracheni di dar vita ad uno stato che serva i loro interessi". Nessun rappresentante della delegazione Onu però ha voluto sbilanciarsi e fare previsioni sui tempi.

L'inviato speciale delle Nazioni Unite per l'Iraq, Lakhdar Brahimi Gli Usa dal canto loro sono favorevoli ad un approccio graduale che porti l’Iraq alle elezioni entro il 2005. D'accordo con il governo di Washington potrebbero esserci i sunniti e i kurdi che, forse spaventati da un'eventuale vittoria schiacciante sciita alle elezioni (la popolazione sciita è la maggiore in quanto ad abitanti in Iraq), optano per votazioni federali. Così facendo non vedrebbero diminuire il potere all'interno delle zone sotto il loro controllo.

Il leader religioso sciita è molto importante in Iraq e ogni sua decisione potrebbe far evolvere in un senso o nell'altro la situazione. L’inviato Onu Brahimi ha precisato: "siamo d’accordo con i rappresentanti sciiti che queste elezioni debbano svolgersi nelle migliori condizioni possibili per arrivare al risultato che l’Onu e il popolo iracheno sognano: le elezioni".

Alessandro Grandi
 
 
Categoria: Elezioni
Luogo: Iraq
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