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Il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga ha rivolto un appello al deposto presidente dell'Honduras Manuel Zelaya affinchè non rientri ora nel paese per evitare un "bagno di sangue". "Se lei ama la vita -ha detto il cardinale - fino ad oggi non è morto un solo hondureno, per favore ci pensi prima che sia troppo tardi", ha chiesto l'arcivescovo di Tegucigalpa dopo aver letto un comunicato della Conferenza episcopale diffuso per radio e tv. Il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa e una delle personalità religiose più importanti dell'America Latina, ha giustificato così il colpo di stato di domenica scorsa.
A smentire, inoltre, le voci che il presidente deposto fosse già rientrato in Honduras, è intervenuto direttamente Zelaya che ha confermato oggi, in una dichiarazione alla TV Telesur, che intende rientrare domani in Honduras. Anche i leader sociali lo avevano ribadito: "Manuel Zelaya tornerà in Honduras domani". Al microfono, uno degli organizzatori della manifestazione svoltasi a Tegucigalpa, ha convocato "amici e alleati" di Zelaya a riceverlo domani mattina all'aeroporto della capitale: "Al nostro presidente, ovunque si trovi, diciamo che saremo lì domani come bravi soldati di Morazan (grande statista honduregno del secolo 19, ndr)". Il presidente golpista, Roberto Micheletti, ha già annunciato che Zelaya sarà arrestato se dovesse tornare in Honduras. E Rafael Correa, presidente dell'Ecuador, nel rinnovare l'intenzione di voler accompagnare Mel in patria, ha ribattuto: "Sono pronto a morire con Zelaya"
Stella Spinelli