04/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani non ha trovato nessuna disponibilità a far tornare il presidente legittimo, Manuel Zelaya

Il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa), José Miguel Insulza, ha assicurato che la rottura dell'ordine costituzionale in Honduras persiste e ha denunciato che, nonostante il suo colloquio con 15 mmagistrati della Corte Suprema de facto, non ha trovato nessuno disponibile a far tornare il presidente legittimo, Manuel Zelaya.

"Mi spiace dire che in questa nazione non esiste disponibilità a far questo (riprendere il filo costituzionale)", ha riferito testualmente Insulza, precisando che al contrario ha ricevuto una serie di documenti con cariche penali contro Zelaya le quali, secondo il governo illegittimo, giustificherebbero il golpe.
Ha quindi ribadito che la Oea "considera avvenuto un golpe in Honduras e che l'ordine costituzionale nazionale è stato rotto". Ha quindi detto, ripartendo da Tegucigalpa, che oggi presenterà un documento di fronte all'Assemblea generale dell'Osa, che dovrà adottare le decisioni che riterrà convenienti in base all'articolo 21 della Carta democratica interamericana, che stabilisce le condizioni per sospendere un paese dal sistema.
"In Honduras si sta pianificando un conflitto sociale e politica. E' in atto la violazione della Carta interamericana e quindi si deve correre ai ripari. Vedo una società profondamente polarizzata e divisa, c'è molta tensione, una autorità di fatto instauratasi, spero che la Corte suprema stablisca prima o poi chi ha cacciato il presidente dal paese". L'Honduras, come altri 33 Stati delle Americhe, ha sottoscritto la Carta interamericana ed è obbligato a rispettare questo meccanismo, per questo la Osa prevede nel suo ruolo l'esigere l'obiedenza del paese ai compromessi stilati. "Non deve essere vista come un attacco contro l'Honduras - spiega Insulza - Siamo stati testimoni di molti cambiamenti di governo, ma si trattava di cambiamenti in rispetto del regolamento vigente. L'idea di espellere con la forza (un capo di Stato) è stata poco frequente. Ci siamo abituati a pensare che questo non sarebbe più accaduto in America Latina". Quindi ha aggiunto, che in una democrazia si devono rispettare le istituzioni e se per qualche motivo qualcuno ha delle accuse da fare a un Presidente, deve fargliere per vie legali. "Son cose per le quali lottiamo da molto tempo e dobbiamo rispettarle". Tutto preannuncia che l'Osa si sta incamminando verso la sospensione dell'Honduras. Josè Miguel Insulza è arrivato questo venerdì in Honduras per notificare la fine dell'ultimatum di 72 ore dato dall'Osa affinché il Parlamaneto di questa nazione resituisca l'ordine costituzionale alla nazione centroamericana.
Intanto, si sono riuniti anche i movimenti sociali, in protesta da domenica passata, giorno in cui Zelaya fu sequestrato e portato fino al Costa Rica. Già prima di partire, comunque, Insulza aveva dichiarato che il suo viaggio era improntato non al negoziato ma a reclamare la restituzione al presidente legittimo della nazione centroamericana.

 

Luogo: Honduras
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