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Una legge, che se passasse, rendere possibile la sterilizzazione coatta di persone con handicap mentali. Questo l'allarme lanciato da Human Rights Watch, che si scaglia contro la proposta di legge, al vaglio del parlamento ruandese.
La proposta di legge fa parte di un pacchetto più ampio di riforma del sistema ruandese per il benessere sociale, ma è in tema di lotta all'Hiv che l'Ong statunitense ha individuato i passaggi più critici.
Oltre alla sterilizzazione coatta di disabili mentali, sotto accusa l'obbligatorietà di test Hiv per chi voglia sposarsi, per chi è sposato su richiesta dell'altro coniuge e, in caso di minori o di persone affette da handicap mentali, su richiesta del medico.
Il governo ruandese negli ultimi anni si è fatto promotore di numerose iniziative per bloccare la piaga del contagio dell'Hiv nel paese, riuscendo, stando alle cifre della Banca Mondiale, a registrare un calo del tasso di diffusione del virus, passato infatti dall'11% nel 2000 al 3% nel 2007.
"Mentre il Ruanda ha compiuto notevoli progressi nella lotta all' AIDS, e ha promesso di far progredire i diritti delle persone con disabilità, con la sterilizzazione forzata e i test Hiv obbligatori fa un passo indietro", ha detto Joe Amon, responsabile della sezione Salute e diritti umani di Human Rights Watch.
La legge in questione sarebbe infatti una grave violazione dei diritti umani: in particolar modo la sterilizzazione forzata è considerata un crimine contro l'umanità, come si afferma nello Statuto di Roma, redatto dalla Corte Penale Internazionale.
"Questi elementi del disegno di legge -ha infine sottolineato Amon- mettono a repentaglio la salute e rischiano di annullare gli obiettivi raggiunti con decenni di lavoro".