stampa
invia
Sarebbero 29 i civili palestinesi uccisi da missili sparati da droni, i velivoli privi di pilota e controllati a distanza, durante l'offensiva nella striscia di Gaza, iniziata il 27 dicembre e terminata 18 giorni dopo e costata la vita a circa 1.400 palestinesi.
A sostenerlo è l'Ong statunitense Human Rights Watch che nelle 39 pagine del rapporto pubblicato ieri ricostruisce la morte di 29 civili, fra cui 8 bambini.
Secondo Human Rights Watch lo Stato ebraico sarebbe colpevole di "non avere fatto distinzione tra civili e combattenti" e avrebbe inoltre violato il diritto internazionale non prendendo "tutte le precauzioni necessarie per verificare che gli obiettivi erano dei combattenti, così come pretende la legge di guerra".
Sotto accusa in particolare l'uso dei droni: l'utilizzo degli aerei senza pilota sarebbe confermata, si legge nel rapporto di Hrw, dal ritrovamento di resti, da indagini condotte sui luoghi degli attacchi e da numerose testimonianze raccolte sul posto. Nel rapporto si sottolinea come i missili lanciati dai droni siano tra le armi più precise al mondo: "Chi controlla i droni può vedere chiaramente gli obiettivi sulla terra e dirigere i missili anche dopo il lancio -ha spiegato Marc Garlasco, analista militare di Human Rights Watch e fra gli autori del rapporto- Alla luce di queste capacità, Israele ha bisogno di spiegare perché queste morti civili hanno avuto luogo".
Tra gli episodi incriminati e citati nel rapporto si trova l'attacco a un gruppo di studenti fermi ad aspettare l'autobus, il bombardamento di una scuola dove si erano rifugiati dei profughi e quello di un camion carico di bombole d'ossigeno. Altri tre attacchi sarebbero costati la vita a sei bambini, tutti fra i 10 e i 15 anni, colpiti mentre giocavano sulle terrazze delle proprie case.
L'esercito israeliano si difende sostenendo che tutte le armi utilizzate durante l'operazione Piombo fuso sono conformi al diritto internazionali e contesta le conclusioni del rapporto di Human Rights Watch facendo sapere, per bocca della portavoce Avital Leibovitch, di ritenere il documento poco attendibile in quanto basato "su fonti anonime palestinesi che mancano di credibilità, la cui conoscenza di tecnica militare è dubbia" e facilmente riconducibili alla propaganda di Hamas.
Luogo: Israele - Palestina