30/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Josč Mujica ex Tupamaro candidato per la sinistra del Frente Amplio. Per il centro destra l'ex presidente Luis Alberto Lacalle.

Nessuna grande sorpresa è uscita dalle tornata elettorale per le primarie svolta domenica in Uruguay. L'astensione degli uruguayani è stata massiccia: solo il 44 percento degli aventi diritto si è presentato alle urne.

Dunque, i candidati che nel prossimo mese di ottobre si sfideranno per la conquista della poltrona presidenziale, sono stati definitivamente scelti. Per il Frente Amplio, coalizione di sinistra e di governo, il candidato sarà Josè Mujica ex combattente Tupamaro. L'ex combattente ha ottenuto il 52 percento delle preferenze, circa 220 mila voti. Non è stato difficile per lui, nonostante la bassa affluenza alle urne, superare gli altri due candidati: Danilo Astori e Marcos Carambula. Però intorno alla figura di Mujica ci sono diverse perplessità. Secondo molti, infatti, il candidato non sarebbe propriamente presentabile, considerati i suoi modi spicci, il suo stile informale e l'uso di parolacce durante i dibattiti. Mujica rappresenta coloro che vengono dal basso. "Se il mondo sta cambiando -a ha detto il prossimo candidato per il Frente Amplio - lo ha fatto perchè alla Casa Bianca c'è un nero, in Brasile c'è Lula e in Bolivia un indio".

Per il Partito Nacional, centro destra, invece, è stato scelto l'ex presidente Luis Alberto Lacalle. Distaccato Jorge Larrañaga.
Pedro Bordaberry, figlio dell'ex golpista Juan Maria ha ottenuto il 75 percento delle preferenze dei votanti del Partido Colorado. Gli altri candidati della stessa formazione politica si sono dovuti accontentare delle briciole. Lacalle in ogni caso ha fatto sapere che la sua "non sarà una campagna elettorale contro il Frente Amplio, ma andremo a proporre alternative per avere più sicurezza nel Paese, maggiore educazione e valori condivisi".e ha già proposto l'eventuale vicepresidenza a quello che è stato il suo rivalke alle primarie del partito, Larrañaga.

Gli analisti politici dell'Uruguay, che sostenevano che a queste primarie avrebbe votato oltre il cinquanta percento degli iscritti nelle liste, si sono sbagliati. Forse la sensazione che tutto fosse già deciso a tavolino ha allontanato i cittadini dalla tornata elettorale.
Le prossime elezioni di ottobre, quindi, saranno combattute da questi candidati. Se nessuno otterrà la maggioranza dei voti si andrà al ballottaggio, a novembre.
Fino a oggi gli esperti di politica interna vedono una sorta di testa a testa fra l'attuale coalizione di governo di sinistra e le formazioni sfidanti legate al centro destra.

 

 

Alessandro Grandi

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