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Nessuna sponda per i golpisti honduregni: la comunità internazionale sembra unita contro il colpo di stato che ha portato alla deposizione e all'esilio del presidente Manuel Zelaya e alla nomina di Roberto Micheletti.
Ferma la presa di posizione degli Stati di Centro e Sud America, che già nella giornata di ieri, per bocca del presidente della Organizzazione degli Stati Americani (Osa), José Miguel Insulza, ha condannato il golpe.
Al coro non si è sottratta nemmeno Cuba che ha definito l'accaduto un "brutale colpo di stato". L'incaricato d'affari cubano in Italia, Yamila Pita, ha fatto sapere che per Cuba "Manuel Zelaya è l'unico e legittimo presidente e questo colpo di stato non puo' essere permesso dalla comunità internazionale".
Netta anche la voce che si alza dagli Stati Uniti, che dopo aver respinto al mittente, Zelaya, il sospetto di essere dietro il golpe, attraverso Hillary Clinton, ha definito quanto successo "un atto che deve essere condannato da tutti e che viola i principi democratici". "Chiediamo a tutte le parti in Honduras- ha affermato inoltre la Clinton- di rispettare l'ordine costituzionale e la legge, di riaffermare la loro vocazione democratica e di impegnarsi a risolvere le loro divergenze politiche in modo pacifico e attraverso il dialogo".
Sulla stessa lunghezza il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, che ha chiesto che Manuel Zelaya sia ristabilito nelle sue funzioni e che i diritti dell'uomo siano totalmente rispettati. Inoltre, a seguito della richiesta di Jorge Reina Idiaquez, ambasciatore dell'Honduras presso le Nazioni Unite, il presidente dell'Assemblea generale ha programmato già per la giornata di oggi una riunione d'urgenza.
L'Italia già ieri aveva espresso "grande preoccupazione" attraverso le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini. In una nota della Farnesina si parla inoltre "di una grave violazione della legalità e delle regole democratiche". Il ministro Frattini ha auspicato vivamente che "la comunità internazionale nel suo insieme continui a seguire la situazione in Honduras per il ristabilimento della legalità". A Frattini hanno fatto eco gli altri ministri degli esteri dell'Unione Europea, riuniti ieri a Corfù per un vertice e che hanno "condannato con forza l'arresto del presidente dell'Honduras", auspicando "un rapido ritorno alla normalità".
La Commissione Europea intanto offre il proprio aiuto perchè "le opposte fazioni trovino una soluzione pacifica e democratica". Prevista una riunione a Bruxelles con gli ambasciatori di tutti i paesi dell'America centrale per fare il punto.
Sul piatto, oltre a i possibili passi da fare per la situazione contingente, anche il completamento dei negoziati per l'accordo di associazione fra la Ue e l'America Centrale, che dovrebbero creare una zona di libero scambio fra Ue e Costa Rica, El Salvadr, Guatemala, Nicaragua e Honduras.