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Ancora un incidente dalle conseguenze devastanti per le truppe Usa impegnate tra Afghanistan e Pakistan. A meno di due mesi dalla strage di Farah, frutto di un errore, due razzi sono stati lanciati ieri da un drone ed è finito su un gruppo di persone riunite per un funerale nel Waziristan meridionale. Il bilancio è drammatico anche se ancora incerto: si va da fonti che parlano di almeno 43 morti, a fonti che ne dichiarano 83.
Fonti locali riferiscono che in duecento stavano partecipando alla cerimonia nel villaggio Shobikhel, luogo di nascita del comandante talebano radicale Baitullah Mehsud. Mentre stavano dando l'estremo saluto a Khozhwali, uno dei capi talebani uccisi da un razzo lanciato da un drone nella mattinata, un secondo drone ha sparato due razzi provocando un'altra strage. Le operazioni aeree statunitensi e le incursioni delle forze di sicurezza pachistane sul Waziristan meridionale, turbolenta regione tribale al confine con l'Afghanistan, dove si troverebbero le basi più importanti di Mehsud, considerato vicino ad Al Qaeda, si sono molto intensificate nelle ultime due settimane. Sembra, anche, che alcuni dei razzi lanciati ultimamente abbiano centrato il quartier generale di due capi talebani radicali: il pachistano Qari Hussain e l'afghano Sangeen, che sarebbero stati uccisi. Da tempo i droni Usa operano nella zona di frontiera fra Pakistan e Afghanistan, con azioni che hanno colpito molti obiettivi strategici dei talebani, ma che spesso hanno causato vittime fra la popolazione, creando gravi problemi al governo del presidente Asif Ali Zardari. Si tratta dell'ennesimo incidente, dunque, che arriva a tre giorni dalla prima ammissione ufficiale da parte di Washington dell'errore dietro il massacro del 4 maggio a Farah, in Afghanistan.
Luogo: Pakistan