07/03/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nasce una nuova rivista, scritta e prodotta da israeliani e palestinesi
Copertina del primo numero della rivista BridgesUn obiettivo che va contro la logica del conflitto; un obiettivo universalmente condiviso; una meta che riesce a mettere insieme chi, come il popolo israeliano e il popolo palestinese, da anni vive in contrapposizione: la salute. E’ nata così, con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una nuova rivista, dal nome emblematico Bridges (Ponti), interamente scritta, edita, prodotta e gestita da operatori sanitari, accademici e professionisti del settore di entrambe le popolazioni.

La salute per la pace. Bimensile di 32 pagine (scaricabile da Internet), primo numero uscito a dicembre 2004, Bridges si inserisce nel contesto più ampio delle iniziative stimolate dall’OMS e racchiuse nel programma “Health as a Bridge for Peace” (HBP), la salute come ponte per la pace. Tale affermazione era stata usata per la prima volta dalla Pan American Health Organization insieme con l’OMS nel 1984, nell’ambito del programma di immunizzazione contro la poliomielite: per vaccinare tutti i bambini nelle zone con conflitti in corso in Sud America era stato chiesto un giorno di tregua, in cui i guerriglieri hanno deposto le armi e aiutato gli operatori sanitari. “L’esperienza sul campo mostra che gli obiettivi collegati alla salute  posono essere condivisi fra le parti in conflitto, dando loro le basi necessarie per la cooperazione”, si legge nella presentazione della rivista da parte dell’OMS. “Questo può creare un’opportunità per costruire un ambito di negoziazione, per  opporsi alla percezione non-umana  degli altri, o anche per dimostrare la possibilità di porre fine alle violenze”.

Porta di Jaffa a Gerusalemme. Foto di Christian EliaUnire le conoscenze. La promozione della pace può quindi passare attraverso la promozione della salute e viceversa, ed è su questa strada che si pone il nuovo mensile, facilitando il dialogo, la collaborazione e l’unione delle conoscenze di israeliani e palestinesi nel prevenire le malattie e migliorarne il trattamento, con un occhio particolare ai problemi specifici della regione: “Coprirà i temi di salute pubblica importantiper entrambe le popolazioni; cercherà di analizzare l’impatto del conflitto sulla salute e sul benessere di entrambe le società” afferma nell’editoriale di presentazione Ambrogio Manenti, a capo dell’ufficio dell’OMS in Cisgiordania e Striscia di Gaza a Gerusalemme est.

Asilo nido nel campo profughi di Shu'fat. Foto di Christian EliaContro la guerra. Promuovere scambi di informazioni di salute pubblica di interesse comune, stabilire o consolidare legami tra le due comunità scientifiche e professionali, fornire uno spazio dove ricerche, attività e così via possano essere pubblicate e rese disponibili, raggiungere comunità professionali e singoli altrimenti isolati con informazioni chiave e aggiornamenti, e ancora permettere alle raccomandazione e alle linee guida dell’OMS, come pure a modelli e modi di agire validi in altre zone in conflitto di arrivare da entrambe le parti. Sono questi i principali obiettivi dell’iniziativa editoriale congiunta indicati dall’OMS. “I conflitti armati (incluso l’israelo-palestinese) mostrano caratteristiche comuni come: maggiore isolamento, radicalizzazione delle posizioni, creazione di stereotipi, mancanza di empatia, utilizzo selettivo della comunicazione, discriminazione, razzismo e violenza. In tali contesti, promuovere la salute significa anche promuovere i principi, i valori e gli atteggiamenti che promuovono la pace e sono contro la guerra, come: dialogo, inclusione, tolleranza, multiculturalità, umanizzazione del nemico, coesistenza  pacifica” afferma ancora Manenti, e Bridges cerca di portare il suo contributo.


 

Valeria Confalonieri

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