24/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



L'amministrazione Bush ritirò la rappresentanza diplomatica a Damasco dopo l'omicidiio di Hariri in Libano

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di far tornare l'ambasciatore Usa in Siria dopo quattro anni, un passo avanti nella distensione fra Washington e il Paese arabo, considerato finora ostile agli Usa. Lo annuncia oggi il Washington Post, citando "un funzionario dell'amministrazione".

obamaIl vicesegretario di stato per il Medio Oriente, Jeffrey D. Feltman, avrebbe informato in serata l'ambasciatore siriano a Washington, Imad Mustafa, della decisione di Obama. "Facendo tornare un alto funzionario a Damasco, la capitale siriana, l'amministrazione Obama sta cercando di ritagliare un ruolo più incisivo per gli Stati Uniti nella regione nell'ambito degli sforzi del presidente per riavviare i rapporti degli Usa con il mondo islamico e con il medio Oriente arabo", scrive il quotidiano Usa nella sua edizione on line.
Era dal febbraio 2005 che gli Usa non avevano l'ambasciatore in Siria. L'amministrazione di George W. Bush lo aveva ritirato dopo l'assassinio a Beirut dell'ex premier libanese antisiriano Rafiq al-Hariri in un attentato attribuito ai servizi segreti siriani. Un'accusa, questa, che il presidente siriano, Bashir al-Assad, ha sempre respinto.
"La perdita di influenza diplomatica statunitense nella regione - sottolinea il quotidiano - dovuta all'opposizione fra molti arabi alla guerra in Iraq e a quello che viene percepito come il favoritismo Usa verso Israele, ha lasciato un vuoto negli ultimi anni che è stato in gran parte riempito dall'Iran. La decisione di far tornare l'ambasciatore statunitense in Siria, dicono alti funzionari, rappresenta il ripristino di una forte presenza diplomatica Usa in un Paese arabo laico centrale rispetto a molti interessi americani nella regione".

Parole chiave: obama, usa, siria, hariri, libano
Categoria: Politica
Luogo: Stati Uniti