24/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Appena 20 giorni dopo il ventesimo anniversario delle proteste di Tienanmén, Pechino assesta un duro colpo ai gruppi in favore dei diritti umani

La Cina ha assestato un duro colpo ai gruppi dissidenti in favore dei diritti umani del paese. Appena venti giorni dopo il ventesimo anniversario delle proteste di Tienanmén, Pechino ha arrestato uno dei maggiori critici del regime, l'attivista Liu Xiaobo, per aver incitato alla sovversione chiedendo, lo scorso anno, una revisione del sistema del partito unico.

Cinquantatre anni di età, Liu ha già trascorso sei mesi di carcere nonostante non fosse accusato di nessun delitto, ma solo per il fatto di "essere indagato". Secondo l'agenzia Xinhua, le ragioni dell'arresto sono "le sue presunte attività al fine di sovvertire il governo e far crollare il sistema socialista". Liu è un attivista e uno scrittore conosciuto, tra i primi firmatari della Carta 08, una lettera aperta di un gruppo di intellettuali che chiede, tra le altre misure, di promuovere un sistema giudiziario indipendente, la libertà di associazione e di stampa, e la fine del regime del partito unico. Un documento che venne pubblicato lo scorso dicembre, in concomitanza del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

 

Parole chiave: Liu Xiaobo, cina, diritti umani
Categoria: Politica
Luogo: Cina