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Il ministero degli Interni iraniano non ha autorizzato la manifestazione davanti all'ambasciata britannica di Teheran. Nei giorni scorsi alcuni esponenti dell'esecutivo iraniano hanno puntato il dito contro Londra per manifestare il proprio dissenso per le dichiarazioni britanniche definite come "ingerenze negli affari interni della Repubblica Islamica".
Ieri l'ambasciata britannica aveva disposto il rimpatrio delle famiglie del suo personale diplomatico presente in Iran per salvaguardare la sicurezza dopo gli scontri avvenuti nella capitale il giorno dopo le elezioni. Gli studenti che volevano mostrare il loro appoggio al presidente Mahmud Ahmadinejad davanti all'ambasciata hanno annullato la manifestazione.
Inoltre, fonti riformiste iraniane hanno dichiarato al giornale arabo ‘al-Sharq al-Awsat' che continueranno con le loro proteste fino a che Ahmadinejad si dimetta. "Andremo avanti con le proteste e le manifestazioni di piazza fin quando non si dimetterà il governo illegittimo di Mahmoud Ahmadinejad".
Intanto, il vice capo della Magistratura iraniana, Ebrahim Raisi, ha assicurato che tutte le persone arrestate durante le manifestazioni saranno puniti con condanne talmente severe da "dare una lezione" a tutta la popolazione. Raisi ha ricordato il discorso dell'Ayatollah Ali Khamenei che ha ordinato porre fine a tutte le manifestazioni.