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Li abbiamo visti in azione a Sarajevo, in Iraq e in Kosovo, lavorare con Organizzazioni internazionali, forze armate e Ong. Sono i peacekeeper, figure professionali impegnate nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della pace.
Il loro ruolo, un tempo affidato al dispiegamento militare, viene ora ricoperto anche da civili che, accanto ai tradizionali compiti di interposizione e monitoraggio, si occupano anche di asistenza umanitaria e consolidamento della pace. Più specificatamente, il peacekeeper si occupa di monitorare il rispetto dei diritti umani, di favorire programmi culturali e solidarietà internazionale, disarmo e ricostruzione economica. Ma per riuscire ad operare efficacemente in contesti post bellici, gli operatori devono avere una formazione altamente specializzata. Per questo, la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino ha organizzato, dal 2006, un master post universitario di primo livello in Peacekeeping Management.
Per presentare il corso, gli studenti dell'ultima edizione, fra i quali due iracheni, un libanese e una studentessa palestinese, sono stati coinvolti in una missione simulata delle Nazioni Unite, battezzata "Provide Shelter". L'esercitazione, organizzata in collaborazione con gli Alpini della Brigata Taurianense, ha lo di scopo completare la formazione teorica con lezioni pratiche di comportamento da tenere in contesti post bellici. All'interno di questo addestramento, giovedì 18, si è svolta una conferenza stampa simulata, nell'ambito di una più ampia riflessione sul ruolo dei mezzi di informazione nella gestione della crisi.
La nuova edizione del master, che dura un anno, avrà inizio a dicembre, con i 25 candidati che verranno selezionati a fine Settembre. Per chi fosse interessato www.peacekeeping.it
Altri corsi post universitari vengono organizzati anche dalla Scuola Superiore di Sant'Anna a Pisa eadall Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi Roma Tre.