19/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Molta attesa per l'intervento della Guida Suprema che difende il voto in Iran e accusa l'Occidente

''La concorrenza politica tra i candidati è stata libera e trasparente. Tutti lo hanno potuto vedere''.
L'ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema della Rivoluzione iraniana, ha ribadito la posizione del governo circa la correttezza delle operazioni di voto del 12 giugno scorso, quando Mahmoud Ahmandinejad è risultato eletto per un secondo mandato.

Da quel giorno il principale avversario di Ahmadinejad, Mir Hussein Mousavi, e gli altri candidati alla presidenza, il riformista Karroubi e il conservatore Rezaei, hanno contestato il risultato del voto ritenendolo viziato da brogli. Khameni ha rassicurato gli elettori circa l'esito del voto delle ultime elezioni presidenziali. Le violente dimostrazioni in piazza delle opposizioni continuano senza sosta da giorni e oggi c'era grande attesa per il discorso della Guida Suprema in occasione della preghiera del venerdì.
''Ci sono stati media che hanno voluto mostrare ciò che non era vero a proposito del confronto tra i candidati. I nemici dell'Iran si erano preparati in anticipo a mettere in dubbio la trasparenza delle elezioni'', ha dichiarato Khamenei, accusando paesi stranieri di ingerenze negli affari interni iraniani.'' I nemici con le notizie su possibili brogli vogliono in realtà mettere in dubbio la fiducia del popolo nel regime. Il popolo è in grado di scegliere in occasione delle elezioni, ma queste scelte non debbono creare odio e divisioni tra il popolo. Io credo che alcuni candidati possano governare meglio di altri, ma la decisione finale spetta agli elettori e il popolo ha scelto chi deve governare''.

Già nelle prime ore successive al voto Khamenei si era complimentato con Ahmadinejad, del quale è da sempre un sostenitore. Di fronte al furore dei sostenitori di Mousavi, però, non si è opposto al riconteggio parziale dei voti da parte del Consiglio dei Guardiani. Lo stesso Consiglio incontrerà i tre candidati sconfitti lunedì prossimo e solo allora si potrà capire se Mousavi, Karroubi e Rezaei si riterranno soddisfatti e fermeranno le proteste.
Che continuano e che vivranno domani un momento di forte tensione. E' prevista infatti una grande dimostrazione organizzata dal clero riformista alla quale parteciperanno i principali esponenti del blocco dell'opposizione. Nonostante gli arresti di massa e le vittime tra i dimostranti, la protesta continua e, al di là delle parole di Khamenei, le piazze restano piene.

Mentre per i brogli si vedrà, su una cosa ha ragione Khamenei di sicuro. Dall'estero, secondo una lettura degli avvenimenti sostenuta dalla diaspora iraniana, rappresentata dalla ricca borghesia in fuga dopo la Rivoluzione del 1979, molti media hanno parlato di rivoluzione contro il regime.
Non è così, almeno non lo è nei progetti politici di coloro che guidano la protesta.
''I nemici sostenevano che lo scontro era tra sostenitori del regime e oppositori, quando invece tutti e quattro i candidati sostenevano l'attuale regime'', ha dichiarato Khamenei e ha ragione. Mousavi, premier dal 1981 al 1989, durante gli anni della guerra contro l'Iraq, è a tutti gli effetti un uomo di regime. Come lo sono Karroubi, da sempre titolare di cariche istituzionali di rilievo, e Rezaei, eroe di guerra e militare tutto d'un pezzo. Lo sono anche Khatami, al potere dal 1997 al 2005, che andrà alla manifestazione di sabato ma non ha mai messo in dubbio la Rivoluzione e lo è il conservatore Rafsanjani, conservatore pragmatico e leader della casta dei bazarì, i ricchi commercianti iraniani.
Quella che è in corso è una lotta di potere e di strategia politica. Ai familiari di Rafsanjani sono stati bloccati i passaporti, perché lui è uno di quelli che vede Ahmadinejad come fumo negli occhi, in quanto l'intransigenza dell'attuale presidente danneggia le relazioni internazionali (e gli affari) del Paese. La folla in piazza, come sempre, finisce per essere una pedina di questa lotta di potere. E una pedina si può anche sacrificare.

Christian Elia

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